Libretto di famiglia: regole, diritti e modalità di utilizzo.

Chiunque sia interessato ad acquisire prestazioni di lavoro occasionali (come ad esempio una donna per le pulizie di casa, un insegnante per le ripetizioni di matematica al proprio figlio o una badante per il proprio genitore), può utilizzare il c.d. “libretto famiglia“.  Si tratta di un libretto nominativo prefinanziato che può essere utilizzato esclusivamente da persone fisiche, che non esercitano attività professionale o d’impresa, per retribuire determinate prestazioni di lavoro occasionale previste dalla legge e solo a determinate categorie di lavoratori. Attenzione: il libretto famiglia non può essere utilizzato se fra datore di lavoro e prestatore è in corso o è stato cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Il libretto famiglia ha un valore nominale di €uro 10,00= e con esso è possibile remunerare un’attività lavorativa di durata non superiore a un’ora.

Poiché l’utilizzo del libretto famiglia è circoscritto alle prestazioni lavorative sporadiche e occasionali, la legge ha stabilito dei limiti di utilizzo ben precisi, prescrivendo che nel corso di un anno civile:

a) ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, non possa percepire compensi di importo complessivamente superiore a €uro 5.000,00=;

b) ciascun datore di lavoro, con riferimento alla totalità dei prestatori, non possa erogare compensi di importo complessivamente superiore a €uro 5.000,00=;

c) ciascun lavoratore non possa percepire dallo stesso datore compensi di importo superiore a €uro 2.500,00=.

Detti importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Qualora il datore di lavoro richieda prestazioni a particolari categorie di lavoratori, quali:
a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
b) giovani con meno di venticinque anni di  età,  se  regolarmente iscritti a un  ciclo  di  studi  presso  un  istituto  scolastico  di qualsiasi  ordine  e  grado  ovvero  a  un  ciclo  di  studi   presso l’università;
c) persone disoccupate;
d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito,

ha la possibilità di erogare, con riferimento alla totalità di tali prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a €uro 6.667,00=. Tuttavia per il singolo lavoratore non cambia nulla visto che per lui valgono sempre i limiti ordinari (€uro 2.500,00= oppure €uro 5.000,00=) senza possibilità alcuna di poterli superare.

Qualora la soglia economica di €uro 2.500,00= venisse superata o nel caso in cui la durata della prestazione oltrepassasse la soglia delle 280 ore in un anno, il relativo rapporto si trasformerebbe in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Oltre ad aver stabilito dei limiti nei compensi, la legge ha indicato anche le attività per le quali il datore di lavoro può utilizzare il libretto famiglia e che consistono in:

  • piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

Come detto il valore nominale del libretto famiglia è di €uro 10,00= che corrisponde ad un’ora di lavoro. Di questi €uro 10,00, €uro 8,00= rimangono al prestatore di lavoro (nei vecchi voucher l’importo era di €uro 7,50=), mentre la parte restante viene destinata alla contribuzione Inps (€uro 1,65), all’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (€uro 0,25) e alla copertura degli oneri gestionali (€uro 0,10).

Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e  ai riposi settimanali così come  previsto dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, oltre che all’assicurazione contro gli infortuni e all’iscrizione alla gestione pensionistica separata.

Giova ricordare che i compensi percepiti dal lavoratore attraverso il libretto famiglia, sono esenti da imposizione fiscalenon incidono sul suo stato di disoccupato (dunque chi percepisce la Naspi può svolgere prestazioni di lavoro occasionali ed essere remunerato tramite il libretto famiglia) e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Non è, invece, applicabile la disciplina in materia di sicurezza del lavoro.

Per utilizzare il libretto famiglia non sono richiesti particolari adempimenti burocratici. In pratica il datore di lavoro deve registrarsi e svolgere i relativi adempimenti, eventualmente tramite l’assistenza di un patronato, all’interno di un’apposita piattaforma informatica gestita dall’Inps. Qui andranno inseriti i dati del datore e del prestatore oltre a quelli relativi alla prestazione lavorativa. In particolare andrà scelto se accedere al “libretto famiglia” o a “PrestO“. Questa comunicazione il datore è tenuta a trasmetterla almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione.

Anche il prestatore è tenuto a registrarsi sulla piattaforma informatica, fornendo i propri dati anagrafici, l’indirizzo di residenza ed eventualmente le coordinate bancarie/postali per l’accredito dei compensi.

Il datore di lavoro può acquistare il libretto famiglia, che come detto contiene titoli di pagamento con un valore nominale di €uro 10,00=, attraverso la piattaforma informatica Inps o in un ufficio postale (con i vecchi voucher, invece, ci si rivolgeva al tabaccaio o alle banche autorizzate).

In pratica dopo aver acquistato il libretto famiglia e una volta che la prestazione lavorativa si è conclusa accade questo: entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, il datore – attraverso la piattaforma informatica o il servizio  di  contact  center  messo  a  disposizione  dall’Inps – deve comunicare i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore a sua volta riceve una notifica tramite SMS o posta elettronica.

L’Inps entro il giorno 15 del mese successivo provvede, nel limite delle somme precedentemente acquisite a tale scopo dal datore, al pagamento del compenso in favore del prestatore. In particolare provvede ad accreditargli le spettanze mediante un bonifico sul conto corrente bancario indicato dal lavoratore e risultante dall’anagrafica, oppure, in mancanza di un conto corrente, mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali. Gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore.

Sempre attraverso la piattaforma informatica, l’Inps provvede all’accreditamento dei contributi previdenziali sulla posizione del lavoratore e al trasferimento all’INAIL, il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno, dei premi relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

La violazione degli obblighi di comunicazione da parte del datore di lavoro, fa scattare una sanzione amministrativa da €uro 500,00= a €uro 2.500,00= per ogni prestazione.

San Nicolò a Tordino, 18 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Tribunale di Milano: non rileva il tenore di vita per determinare il diritto all’assegno divorzile

Con la Sentenza 17 maggio – 5 giugno 2017, la Sez. IX Civile del Tribunale di Milano ha condiviso il recente orientamento della Cassazione che considera non più attuale né applicabile al nuovo contesto sociale e legislativo, il parametro del “tenore di vita” per individuare il diritto dell’ex coniuge richiedente l’assegno divorzile. Secondo la Suprema Corte, infatti, stante l’univoca funzione esclusivamente assistenziale dell’assegno divorzile, non deve più essere tutelato l’interesse dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale, in un’ottica di riequilibrio delle condizioni economiche degli ex coniugi per tanto tempo ritenute sbilanciate a sfavore della donna, piuttosto l’interesse al raggiungimento dell’indipendenza economica, prestando attenzione alle condizioni del creditore e non a quelle dell’obbligato.
Deve, pertanto, considerarsi nuovo parametro al quale rapportare, nella prima fase dell’an debeatur, l’adeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge richiedente l’assegno di divorzio e la possibilità o meno per ragioni oggettive dello stesso di procurarseli, l’indipendenza economica. Soltanto nella successiva fase del quantum debeatur sarà legittimo procedere ad un giudizio comparativo tra le rispettive posizioni personali ed economico-patrimoniali degli ex coniugi, secondo specifici criteri dettati dall’art. 5, comma 6, l. n. 898/1970.

Tribunale di Milano, sez. IX Civile, sentenza 17 maggio – 5 giugno 2017,

San Nicolò a Tordino, 07 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Servizio Civile Universale. Riscatto ai fini pensionistici. Chiarimenti INPS

Con la Circolare n. 108 del 06 Luglio 2017 l’INPS ha fornito le indicazioni di carattere generale relative alla disciplina del rapporto di servizio civile universale, su base volontaria, con particolare riferimento al riscatto dei corrispondenti periodi ai fini pensionistici.

Circolare numero 108 del 06-07-2017

San Nicolò a Tordino, 06 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Prestazioni occasionali. I primi chiarimenti INPS.

Con  la Circolare n. 107 del 05 Luglio 2017, l’INPS ha fornito i primi chiarimenti sul Lavoro occasionale, previsto dall’articolo 54 bis della Legge 21 Giugno 2017, n. 96.

Circolare numero 107 del 05-07-2017

Legge 21 Giugno 2017, n. 96

San Nicolò a Tordino, 06 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Agenzia delle Entrate. Istituzione causali F24 contributo per le Prestazioni Occasionali

Con la Risoluzione n. 81/E del 03 Luglio 2017 l’Agenzia delle Entrate ha provveduto all’istituzione delle causali contributo per il Libretto di Famiglia ed il contratto di prestazione occasionale.

Queste le causali contributo:

LIFA” denominata “Finanziamento del Libretto Famiglia per l’accesso a prestazioni di lavoro occasionale – art. 54-bis D.L. n. 50/2017”;

“CLOC” denominata “Finanziamento del contratto di lavoro occasionale – art. 54-bis D.L. n. 50/2017”.

In sede di compilazione del modello F24 ELIDE, sono indicati:

nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento;

nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:

o nel campo “tipo”, la lettera “I” (INPS);

o nel campo “elementi identificativi”, nessun valore;

o nel campo “codice”, la causale contributo LIFA CLOC;

o nel campo “anno di riferimento”, l’anno in cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.

La causale “CLOC” potrà essere utilizzata anche nel modello “F24 Enti pubblici”, in corrispondenza esclusivamente delle somme esposte nella colonna “importi a debito versati”, indicando:

nella sezione “CONTRIBUENTE”, il codice fiscale e i dati anagrafici dell’ente che effettua il versamento;

nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO”:

  • nel campo “sezione”, la lettera “I” (INPS);
  • nel campo “codice tributo/causale”, la causale contributo CLOC;
  • nel campo “codice”, nessun valore;
  • nel campo “estremi identificativi”, nessun valore;
  • nel campo “riferimento A”, il mese in cui si effettua il pagamento, nel formato “00MM”;
  • nel campo “riferimento B”, l’anno in cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.

Risoluzione n. 81E del 03.07.2017

San Nicolò a Tordino, 05 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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INAIL: interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017

Con la Circolare n. 24 del 03 Luglio 2017 l’Inail fornisce le indicazioni operative riguardanti la sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei premi assicurativi in riferimento ai Comuni colpiti dal sisma del 18 gennaio 2017.

Comuni colpiti dal sisma del 18 gennaio 2017:

REGIONE ABRUZZO:

1) Barete (AQ)

2) Cagnano Amiterno (AQ)

3) Pizzoli (AQ)

4) Farindola (PE)

5) Castelcastagna (TE)

6) Colledara (TE)

7) Isola del Gran Sasso (TE)

8) Pietracamela (TE)

9) Fano Adriano (TE)

circolare n 24 del 3 luglio 2017

All 1 Modulo sospensione sisma legge 45-2017

All 2 Modulo rateazione sisma legge 229-2016 e legge 45-2017

San Nicolò a Tordino, 05 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Licenziamento disciplinare: diritto di difesa e consultazione dei documenti aziendali

Con Sentenza n. 15966 del 27 giugno 2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, nell’ambito di un procedimento disciplinare, la richiesta del lavoratore di potersi avvalere, in sede di contraddittorio, della possibilità di visionare la documentazione aziendale inerente l’addebito, non trova un proprio fondamento nella declaratoria dell’art. 7 della legge n. 300/1970 “ferma restando la possibilità di ottenere, nel corso del giudizio ordinario di impugnazione del licenziamento irrogato all’esito del procedimento suddetto, l’ordine di esibizione della documentazione stessa“. La richiesta di consultazione della documentazione può fondarsi “sui principi di correttezza e buona fede” e si giustifica soltanto se il mancato accesso alla documentazione limiti, in modo considerevole, l’esplicazione dell’attività difensiva.

Cassazione civile, sez. lav., 27.06.2017, n. 15966

San Nicolò a Tordino, 03 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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