Ministero del Lavoro. CIGS e anzianità di effettivo lavoro presso l’unità produttiva

La Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la Circolare n. 14 del 26 Luglio 2017 con la quale fornisce alcuni chiarimenti in merito al requisito dell’anzianità lavorativa dei 90 giorni richiesto per accedere al trattamento di integrazione salariale, al momento della presentazione delle istanze relative ai programmi di riorganizzazione aziendale, crisi aziendale o contratti di solidarietà difensivi, ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 148/2015.

L’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 148/2015 dispone che, per accedere al trattamento di integrazione salariale, i lavoratori devono possedere “presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione “.

In sede di valutazione dei programmi aziendali, il Ministero ha riscontrato che l’applicazione letterale della norma non tiene conto delle esigenze che può avere un’azienda di trasferire i lavoratori da un sito produttivo ad un altro al fine di fronteggiare inefficienze della struttura gestionale, commerciale o produttiva e garantire la continuazione dell’attività con la salvaguardia almeno parziale dell’occupazione.

In tali circostanze – ai fini della valutazione del requisito di anzianità di effettivo lavoro – il Dicastero ritiene che nel corso dei programmi contemplati dall’art. 21, del decreto legislativo n. 148/2015, non abbiano rilevanza gli spostamenti dei lavoratori da un sito ad un altro, entrambi interessati dalla Cigs; pertanto il requisito previsto dal predetto articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 148/2015, dovrà essere verificato dall’Inps esclusivamente con riferimento alla data di presentazione dell’istanza di trattamento di integrazione salariale, così come avviene per la verifica del requisito occupazionale previsto dall’articolo 20, comma 1, del Decreto Legislativo n. 148/2015.

Circolare n. 14 del 26 Luglio 2017

San Nicolò a Tordino, 31 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero dell’Economia e delle Finanze: proroga al 20 agosto anche per i versamenti di imposta dei lavoratori autonomi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sul proprio sito internet il Comunicato Stampa n. 131 del 26 Luglio 2017 con il quale ha reso noto che la proroga al 20 agosto si applicherà anche ai versamenti di imposta dei lavoratori autonomi. Infatti, dal 21 luglio 2017 al 20 agosto 2017 anche i lavoratori autonomi potranno effettuare i versamenti delle imposte con una lieve maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%.

Il nuovo termine verrà formalizzato con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze che sarà firmato nei prossimi giorni. Il DPCM uniformerà il trattamento tra titolari di reddito di impresa e titolari di reddito di lavoro autonomo.

In dettaglio, i versamenti interessati dalla nuova scadenza sono quelli derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione in materia di imposta sul valore aggiunto di imprenditori e lavoratori autonomi.

Con un altro DPCM, in dirittura d’arrivo, viene prorogato, al 31 ottobre 2017 il termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) e delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di Irap.

Ministero dell’Economia e delle Finanze – Comunicato n. 131 del 26 Luglio 2017

San Nicolò a Tordino, 27 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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INAIL: reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro

Con la Circolare n. 30 del 25 Luglio 2017 l’Inail comunica l’attivazione alle nuove assunzioni ed in via sperimentale, delle misure già previste per sostenere le imprese negli interventi di conservazione del posto di lavoro delle persone con disabilità da lavoro.

Circolare n 30 del 25 luglio 2017

Allegato 1 alla Circolare 25-2017

San Nicolò a Tordino, 26 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Istallazione del condizionatore nel condominio: vietato l’uso della cosa comune in danno agli altri condomini

Ciascun condomino è libero di servirsi della cosa comune, anche per fine esclusivamente proprio, traendo ogni possibile utilità, purché non alteri la destinazione della cosa comune e consenta un uso paritetico agli altri condomini ai sensi dell’art. 1102 c.c. che prevede, appunto, due limiti all’utilizzo della parte comune: il divieto di alterare la destinazione e il divieto di impedire agli altri partecipanti di farne uso.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 16 maggio – 13 luglio 2017, n. 17400

San Nicolò a Tordino, 25 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Assegno di divorzio: il Tribunale di Udine ha riconosciuto il diritto a percepire l’assegno divorzile in capo all’ex moglie convenuta tenendo conto del tenore di vita goduto in corso di matrimonio

Il Tribunale di Udine, discostandosi dal recente orientamento statuito dalla Cassazione con sentenza n. 11504/2017,  ha riconosciuto il diritto a percepire l’assegno divorzile in capo all’ex moglie convenuta tenendo conto del tenore di vita goduto in corso di matrimonio e degli ulteriori elementi indicati dall’art. 5 l. n. 898/1970.

Tribunale di Udine, sez. I Civile, sentenza 11 maggio – 1 giugno 2017

San Nicolò a Tordino, 25 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Modello di scrittura privata per allontanamento dalla casa coniugale

               SCRITTURA PRIVATA

I sottoscritti Sig.ri

  • ________, Cod. Fisc. ________, nato a _____ (___) il __/__/___ e residente a ____ (___), in Via ____ n. __;
  • ________, Cod. Fisc. ________, nata a _____ (___) il __/__/___ e residente a ____ (___), in Via ____ n. __;

                                                          PREMESSO

  • che i Sig.ri _____ e ______ hanno contratto matrimonio concordatario / civile a ____ (__) in data __/__/__, come risulta dall’estratto di matrimonio rilasciato dal Comune di ___, Anno ___, Numero ___, P. ___, S. __;
  • che le parti hanno optato per il regime di separazione / comunione dei beni;
  • che i Sig.ri _____ e _____ hanno fissato come casa coniugale l’immobile sito in _____ (__) Via ____ n. __di proprietà esclusiva di ____ / in comunione dei beni ;
  • che le parti hanno acquistato beni mobili per l’arredo della predetta abitazione e che tali beni si trovano attualmente all’interno della casa coniugale;
  • che è intenzione di entrambe le parti concordare un regime transitorio di separazione di fatto, in attesa di formalizzare la separazione di diritto innanzi all’autorità giudiziaria assistiti dai rispettivi avvocati, secondo quanto le parti stesse vorranno determinare in seguito;
  • che con il presente atto è intenzione dei Sig.ri ____ e ____ regolare i rispettivi rapporti personali e patrimoniali in attesa della definitiva regolamentazione.

Tanto premesso, con la presente scrittura privata, a valersi fra le parti a tutti gli effetti di legge, i Sig.ri ____ e ____

             CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE

– i coniugi si liberano reciprocamente dall’obbligo della convivenza e dell’assistenza morale. In conseguenza di ciò, ____autorizza _____ a lasciare la casa coniugale, senza che da ciò possa derivarne alcuna Imputazione di addebito;

– quanto ai beni mobili presenti nell’abitazione che, sino ad oggi, è stata adibita a casa coniugale ed acquistati successivamente al matrimonio da entrambi i coniugi, essi continueranno a rimanere presso l’immobile ex casa coniugale, ad uso esclusivo di ____/ad esclusione dei seguenti beni____, sino alla divisione patrimoniale definitiva, salvo diverso e comune accordo;

– il presente accordo impedisce in ogni caso che ____ possa chiedere l’addebito nei confronti del coniuge ______ per l’abbandono del tetto coniugale, trattandosi di decisione presa congiuntamente.

La presente non costituisce rinuncia alcuna da parte di entrambi i coniugi, alle richieste – in particolare con riferimento all’assegno di mantenimento o all’assegnazione della casa coniugale – che potranno essere fatte valere in sede di separazione, sia che essa avvenga in modo consensuale che giudiziale.

Luogo e data                                                             Firma di entrambi i coniugi

San Nicolò a Tordino, 24 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Libretto di famiglia: regole, diritti e modalità di utilizzo.

Chiunque sia interessato ad acquisire prestazioni di lavoro occasionali (come ad esempio una donna per le pulizie di casa, un insegnante per le ripetizioni di matematica al proprio figlio o una badante per il proprio genitore), può utilizzare il c.d. “libretto famiglia“.  Si tratta di un libretto nominativo prefinanziato che può essere utilizzato esclusivamente da persone fisiche, che non esercitano attività professionale o d’impresa, per retribuire determinate prestazioni di lavoro occasionale previste dalla legge e solo a determinate categorie di lavoratori. Attenzione: il libretto famiglia non può essere utilizzato se fra datore di lavoro e prestatore è in corso o è stato cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Il libretto famiglia ha un valore nominale di €uro 10,00= e con esso è possibile remunerare un’attività lavorativa di durata non superiore a un’ora.

Poiché l’utilizzo del libretto famiglia è circoscritto alle prestazioni lavorative sporadiche e occasionali, la legge ha stabilito dei limiti di utilizzo ben precisi, prescrivendo che nel corso di un anno civile:

a) ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, non possa percepire compensi di importo complessivamente superiore a €uro 5.000,00=;

b) ciascun datore di lavoro, con riferimento alla totalità dei prestatori, non possa erogare compensi di importo complessivamente superiore a €uro 5.000,00=;

c) ciascun lavoratore non possa percepire dallo stesso datore compensi di importo superiore a €uro 2.500,00=.

Detti importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Qualora il datore di lavoro richieda prestazioni a particolari categorie di lavoratori, quali:
a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
b) giovani con meno di venticinque anni di  età,  se  regolarmente iscritti a un  ciclo  di  studi  presso  un  istituto  scolastico  di qualsiasi  ordine  e  grado  ovvero  a  un  ciclo  di  studi   presso l’università;
c) persone disoccupate;
d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito,

ha la possibilità di erogare, con riferimento alla totalità di tali prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a €uro 6.667,00=. Tuttavia per il singolo lavoratore non cambia nulla visto che per lui valgono sempre i limiti ordinari (€uro 2.500,00= oppure €uro 5.000,00=) senza possibilità alcuna di poterli superare.

Qualora la soglia economica di €uro 2.500,00= venisse superata o nel caso in cui la durata della prestazione oltrepassasse la soglia delle 280 ore in un anno, il relativo rapporto si trasformerebbe in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Oltre ad aver stabilito dei limiti nei compensi, la legge ha indicato anche le attività per le quali il datore di lavoro può utilizzare il libretto famiglia e che consistono in:

  • piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

Come detto il valore nominale del libretto famiglia è di €uro 10,00= che corrisponde ad un’ora di lavoro. Di questi €uro 10,00, €uro 8,00= rimangono al prestatore di lavoro (nei vecchi voucher l’importo era di €uro 7,50=), mentre la parte restante viene destinata alla contribuzione Inps (€uro 1,65), all’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (€uro 0,25) e alla copertura degli oneri gestionali (€uro 0,10).

Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e  ai riposi settimanali così come  previsto dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, oltre che all’assicurazione contro gli infortuni e all’iscrizione alla gestione pensionistica separata.

Giova ricordare che i compensi percepiti dal lavoratore attraverso il libretto famiglia, sono esenti da imposizione fiscalenon incidono sul suo stato di disoccupato (dunque chi percepisce la Naspi può svolgere prestazioni di lavoro occasionali ed essere remunerato tramite il libretto famiglia) e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Non è, invece, applicabile la disciplina in materia di sicurezza del lavoro.

Per utilizzare il libretto famiglia non sono richiesti particolari adempimenti burocratici. In pratica il datore di lavoro deve registrarsi e svolgere i relativi adempimenti, eventualmente tramite l’assistenza di un patronato, all’interno di un’apposita piattaforma informatica gestita dall’Inps. Qui andranno inseriti i dati del datore e del prestatore oltre a quelli relativi alla prestazione lavorativa. In particolare andrà scelto se accedere al “libretto famiglia” o a “PrestO“. Questa comunicazione il datore è tenuta a trasmetterla almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione.

Anche il prestatore è tenuto a registrarsi sulla piattaforma informatica, fornendo i propri dati anagrafici, l’indirizzo di residenza ed eventualmente le coordinate bancarie/postali per l’accredito dei compensi.

Il datore di lavoro può acquistare il libretto famiglia, che come detto contiene titoli di pagamento con un valore nominale di €uro 10,00=, attraverso la piattaforma informatica Inps o in un ufficio postale (con i vecchi voucher, invece, ci si rivolgeva al tabaccaio o alle banche autorizzate).

In pratica dopo aver acquistato il libretto famiglia e una volta che la prestazione lavorativa si è conclusa accade questo: entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, il datore – attraverso la piattaforma informatica o il servizio  di  contact  center  messo  a  disposizione  dall’Inps – deve comunicare i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore a sua volta riceve una notifica tramite SMS o posta elettronica.

L’Inps entro il giorno 15 del mese successivo provvede, nel limite delle somme precedentemente acquisite a tale scopo dal datore, al pagamento del compenso in favore del prestatore. In particolare provvede ad accreditargli le spettanze mediante un bonifico sul conto corrente bancario indicato dal lavoratore e risultante dall’anagrafica, oppure, in mancanza di un conto corrente, mediante bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali. Gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore.

Sempre attraverso la piattaforma informatica, l’Inps provvede all’accreditamento dei contributi previdenziali sulla posizione del lavoratore e al trasferimento all’INAIL, il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno, dei premi relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

La violazione degli obblighi di comunicazione da parte del datore di lavoro, fa scattare una sanzione amministrativa da €uro 500,00= a €uro 2.500,00= per ogni prestazione.

San Nicolò a Tordino, 18 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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