Per individuare la residenza abituale di un minore si devono utilizzare gli indicatori “proiettivi”

Per individuare la residenza abituale di un minore di tenera età (2 anni), necessaria per la scelta del Giudice competente, si devono valorizzare indicatori di natura proiettiva, quali l’iscrizione all’asilo in un determinato Paese, l’incardinamento in tale sistema pediatrico. Altri elementi, quali i periodi non brevi trascorsi dal minore in un altro Paese sono, invece, da considerarsi “recessivi” rispetto a quelli sopra indicati.

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 30 marzo 2018, n. 8042

San Nicolò a Tordino, 05 Aprile 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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INPS: adeguamento dei requisiti per la pensionamento alla speranza di vita

Con la Circolare n. 62 del 04 Aprile 2018 l’INPS  ha chiarito, in sintesi, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal decreto 5 dicembre 2017. Resta salva l’applicazione dell’adeguamento in parola anche in tutti gli altri casi previsti dalla legge.

Circolare numero 62 del 04-04-2018

San Nicolò a Tordino, 05 Aprile 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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Lavoratori precoci. Chiarimenti INPS circa l’accesso all’APE sociale e alla pensione anticipata

Con Messaggio n. 1481 del 04 Aprile 2018, l’INPS ha fornito dei chiarimenti  in merito alle condizioni per l’accesso ai benefici dell’APE sociale e della pensione anticipata per i lavoratori c.d. precoci, di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186 e da 199 a 205, della Legge 232 del 2016 (Legge di Bilancio 2017).

Messaggio numero 1481 del 04-04-2018

San Nicolò a Tordino, 05 Aprile 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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Agenzia delle Entrate. Detassazione e welfare aziendale. Chiarimenti

Con la Circolare n. 5/E del 29 Marzo 2018 l’Agenzia delle Entrate, d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha chiarito il contenuto delle disposizioni introdotte nel 2017 e nel 2018 sulla detassazione e sul welfare aziendale per i ed premi di risultato.

Ha fornito, altresì, chiarimenti in merito ad alcuni aspetti della normativa emersi in questo periodo di applicazione, rinviando per il resto a quanto già illustrato con la Circolare n. 28/E del 15 Giugno 2016.

L’agevolazione è stata prevista limitatamente ai premi di risultato corrisposti ai lavoratori del settore privato che nell’anno precedente a quello di percezione del premio siano stati titolari di redditi di lavoro dipendente per un importo non superiore ad euro 50.000.

Le nuove disposizioni sono volte a potenziare l’accesso al regime sostitutivo previsto per i premi di risultato, nonché ad incentivare il ricorso alle forme di welfare ritenute maggiormente meritevoli di tutela, ai fini del soddisfacimento di esigenze sociali.

Circolare_5_29032018

AEcir28-2016Detassazione

San Nicolò a Tordino, 04 Aprile 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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INPS. Istruzioni operative inerenti il contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia

Con il Messaggio n. 1428 del 30 Marzo 2018 l’INPS fornisce istruzioni operative per la presentazione delle domande, per l’anno 2018, relativamente al contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia, di cui all’articolo 4, comma 24, lett. b), della legge n. 92/2012.

Possono accedere al beneficio le seguenti categorie di lavoratrici:

  • le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro;
  • le lavoratrici iscritte alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (ivi comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena), che si trovino, al momento della presentazione della domanda, ancora all’interno degli 11 mesi successivi alla conclusione del teorico periodo di indennità di maternità e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.
  • le lavoratrici autonome o imprenditrici (coltivatrici dirette, mezzadre e colone; artigiane ed esercenti attività commerciali; imprenditrici agricole a titolo principale e pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui all’articolo 66, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151), che abbiano concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità e per le quali non sia decorso 1 anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e affidamento) del minore e che non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Le lavoratrici madri possono accedere al beneficio anche per più figli, presentando una domanda per ogni figlio e purché ricorrano, per ciascuno di essi, i requisiti sopra richiamati.

Non sono ammesse al beneficio le seguenti categorie di lavoratrici:

  • le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale;
  • le lavoratrici in fase di gestazione;
  • le lavoratrici che siano ancora in congedo di maternità (o nel teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità in caso di lavoratrici autonome o imprenditrici e di lavoratrici iscritte alla Gestione separata);
  • le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità istituito con l’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 giugno 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

Messaggio numero 1428 del 30-03-2018

San Nicolò a Tordino, 04 Aprile 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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Bonus ristrutturazioni e bonus caldaie 2018: La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nella legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205 del 27 dicembre 2017), in vigore dal 1° gennaio 2018

La Legge di Bilancio ha prorogato al 2018 il bonus ristrutturazioni. Sarà, pertanto, possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite massimo di 96 mila euro di spesa, anche per i lavori effettuati a partire dalla data del 1° gennaio 2018 e fino alla data del 31 dicembre 2018.

Giova ricordare che le tipologie di spesa rilevanti ai fini della fruizione del bonus sono numerose. Tra le varie spese rientrano infatti quelle relative agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e le spese di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, le spese relative agli interventi di manutenzione ordinaria, le spese per la realizzazione di box e posti auto, di parcheggi pertinenziali e spese per le opere finalizzate alla cablatura degli edifici.

La detrazione fiscale spetta nella misura del 50% delle spese documentate, sostenute a decorrere dal 26 giugno 2012 e fino alla data del 31 dicembre 2018, per un ammontare massimo di €uro 96 mila per unità immobiliare.

Se gli interventi sulla singola unità immobiliare consistono nella prosecuzione di lavori di ristrutturazione iniziati negli anni precedenti, ai fini della determinazione del limite massimo delle spese detraibili, occorre tenere conto delle spese sostenute negli anni pregressi e rientrano nel conteggio del limite massimo consentito anche le spese per un diverso e autonomo intervento relativo allo stesso immobile.

Viene prorogato per il 2018 anche il bonus per l’acquisto di mobili di cui al comma 2, dell’articolo 16 del D.L 63/2013, che prevede la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e che interessa soltanto i soggetti che possono beneficiare della detrazione IRPEF del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Possono beneficiare del cosiddetto bonus mobili, tutti quei contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+.

A titolo esemplificativo, rientrano tra i mobili agevolabili i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un completamento necessario dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Per quanto riguarda invece il cosiddetto ecobonus, la legge di Bilancio 2018 oltre alla proroga per il 2018, ha previsto un’importante novità: l’applicazione dell’aliquota al 50% per la sostituzione di finestre e infissi e per l’installazione di caldaie.

La detrazione IRPEF prevista dall’ecobonus non sarà più pari al 65% per tutti i lavori effettuati, ma si riduce al 50% per i lavori che riguardano la sostituzione e posa in opera di infissi, la sostituzione e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con installazione di caldaie a condensazione e a biomassa e per l’installazione di schermature solari.

In buona sostanza, l’ecobonus non è più una detrazione del 65% fissa per tutti gli interventi, ma comporta l’applicazione di aliquote differenziate con l’obiettivo di agevolare maggiormente i lavori di ristrutturazione capaci di migliorare la prestazione energetica degli edifici.

A titolo esemplificativo: la sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione comporterà una detrazione Irpef del 65% in caso di generatori d’aria calda a condensazione e caldaie a condensazione di classe A+ e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII e di impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.

Se trattasi invece di caldaia a condensazione di classe A senza valvole, la detrazione Irpef spettante sarà del 50%. Nessuna detrazione spetta invece per l’installazione di caldaie di classe B o inferiore.

Quindi, giusto per fare un esempio, poniamo il caso che la sostituzione di una caldaia a condensazione di classe A+ sia costata 2.600 euro; l’importo che possiamo portare in detrazione è il 65% della spesa, ovvero €uro 1.690,00.

San Nicolò a Tordino, 08 Febbraio 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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Illegittima la sospensione del dipendente se il datore di lavoro non dà prova dell’affissione del codice disciplinare

Ai fini della legittimità della sanzione disciplinare della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, l’istanza istruttoria promossa dal datore di lavoro deve dar prova dell’affissione del codice disciplinare ex art. 7 Stat. Lav. (Sanzioni disciplinari).

La Suprema Corte, premettendo che l’affissione del codice disciplinare può omettersi «in tutti i casi nei quali il comportamento sanzionatorio sia immediatamente percepibile dal datore di lavoro come illecito, perché contrario al c.d. minimo etico o a norme di rilevanza penale», rileva che nel caso di specie, alla luce di quanto risulta dalla riproduzione in ricorso del verbale dell’udienza in cui era stata formulata l’istanza istruttoria, «non risultava alcuna capitolazione delle circostanze sulle quali era richiesta la prova relativa all’affissione del codice disciplinare».

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, 09 gennaio 2018, n. 279

San Nicolò a Tordino, 10 Gennaio 2018 Avv. Annamaria Tanzi

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