Studi di settore: periodo di imposta 2010

Con la Circolare n. 30 del 28.06.2011 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine all’applicazione degli studi di settore ed, in particolare, per l’utilizzo degli stessi per il periodo d’imposta 2010. Il primo elemento di novità è rappresentato dalla pubblicazione dei decreti del Ministro  dell’Economia e delle Finanze del 16 marzo 2011 con cui sono stati approvati 68 studi di settore che costituiscono la revisione di altrettanti studi precedentemente in vigore. In particolare, i complessivi 68 studi interessati dalla revisione riguardano le  evoluzioni di: – 21 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture; – 20 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi; – 6 studi relativi ad attività professionali; – 21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio. La revisione dei predetti studi è stata effettuata sulla base del programma approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 7 ottobre 2009. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 16 marzo 2011 sono stati inoltre approvati 2 nuovi specifici indicatori territoriali ed è stata prevista la non utilizzabilità “diretta”, in fase di accertamento, delle risultanze degli studi di settore relativi al periodo di imposta 2010 per le cooperative a mutualità prevalente e per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali. Con successivo decreto del 22 marzo 2011, inoltre, la non utilizzabilità “diretta” delle risultanze degli studi di settore è stata estesa anche ai confidi ed agli esercenti l’attività di bancoposta. In tale sede sono state, altresì, approvate modifiche alle territorialità applicabili a decorrere dal periodo di imposta 2010. I 68 studi approvati con decreti del 16 marzo 2011 non si applicano nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569. L’evoluzione è stata condotta analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2008. Si evidenzia, inoltre, che le Note tecniche e metodologiche, allegate ai citati decreti ministeriali del 16 marzo 2011, illustrano con un elevato livello di dettaglio i criteri sulla base dei quali è stato costruito ogni singolo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica. In particolare, sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, e riguardano in specie: – l’analisi discriminante; – l’analisi di coerenza; – l’analisi della normalità economica; – l’analisi della congruità. Con riferimento all’analisi di coerenza e a quella della normalità economica, le Note tecniche e  metodologiche relative ai nuovi studi riportano, per ogni indicatore: – i valori di soglia suddivisi per cluster e modalità di distribuzione; – le formule di calcolo; – le distribuzioni ventiliche osservate in fase di elaborazione dello studio, suddivise per cluster e modalità di distribuzione. Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, sono state esplicitate anche le modalità di funzionamento dei relativi indicatori. Con riferimento a tutti i 206 studi di settore è stata inoltre valutata l’incidenza della particolare congiuntura economica dell’anno 2010 e, in occasione della riunione straordinaria del 31 marzo 2011, la Commissione degli esperti degli studi di settore, costituita ai sensi dell’articolo 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998, è stata chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla validità degli interventi individuati per adeguare le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore  in vigore per il periodo d’imposta 2010. Al riguardo si riporta uno stralcio del documento redatto in quella sede: “la Commissione ha perciò accolto la proposta del Presidente di valutare, oltre alla variazione dei margini di profitto e della diversa rigidità della struttura produttiva, anche la significatività, come misura dell’impatto della crisi sul singolo soggetto, della dinamica dei costi variabili relativi ai beni e servizi acquisiti e del costo del personale dipendente, chiedendo un riscontro sui casi consegnati per i test da parte delle Associazioni di categoria, da effettuarsi con le medesime Organizzazioni. Nel contesto delineato … la Commissione, seguendo la stessa procedura già sperimentata negli anni precedenti propone, anche per il 2010, l’introduzione di una serie di correttivi tesi ad adeguare alla particolare congiuntura economica gli studi di settore: tipicamente correttivi per adeguare gli indicatori di normalità, correttivi di settore e correttivi individuali. Con specifico riferimento al settore delle professioni, per sopperire ad una rigidità del modello di stima, basato fondamentalmente sul numero di prestazioni rese nel corso dell’esercizio è stato inoltre confermato un meccanismo di adattamento delle risultanze, derivanti dall’applicazione dello studio, al fine di cogliere il fenomeno dei ritardati o mancati pagamenti da parte dei clienti, più accentuato in periodo di crisi.” Infine, la Commissione ha chiesto un’analisi aggiuntiva “per verificare eventuali riduzioni del livello delle tariffe applicate nel 2010”. Tenuto conto del predetto parere della Commissione, è quindi stata approvata con decreto ministeriale 7 giugno 2011 la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2010, che si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 68 nuovi studi evoluti per tale annualità che gli altri 138 studi già in vigore. A seguito delle attività sopra descritte, con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2011, pubblicato il 14 giugno 2011 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007, sono stati approvati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2010. Si evidenzia infine che, per il periodo d’imposta 2011, gli studi da sottoporre a revisione, in ottemperanza all’articolo 10-bis della legge n. 146 del 1998, sono stati individuati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2011.  Per gli studi di settore applicabili al 2010, ed in particolare per le nuove versioni degli studi, si segnalano di seguito le principali novità, rinviando all’allegato n. 1 il commento analitico delle principali novità concernenti alcuni specifici studi. Di seguito sono analiticamente esplicitate le principali novità in relazione all’applicazione degli studi di settore al periodo di imposta 2010.

Circolare n. 30 del 28.06.2011

Teramo, 01 Luglio 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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