Gli atti persecutori nei rapporti personali tra Magistrati si considerano illecito disciplinare ai sensi del D.Lgs. n. 109 del 2006, art. 2, comma 1, lett. d

MagistratoL’ art. 2, comma 1, lett. d), del D.Lgs. n. 109 del 2006, che dispone come “costituiscono illeciti disciplinari nell’esercizio delle funzioni: (…) d) i comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nei confronti delle parti, dei loro difensori, dei testimoni o di chiunque abbia rapporti con il magistrato nell’ambito dell’ufficio giudiziario, ovvero nei confronti di altri magistrati o di collaboratori”, trova applicazione anche per quanto concerne i  rapporti personali tra magistrati. Ed invero, la disposizione citata non postula che il comportamento gravemente scorretto nei confronti del collega sia frutto dell’esercizio delle funzioni attribuite al singolo magistrato. Al contrario, la formulazione normativa appare prescindere del tutto dalla funzionalità della scorrettezza, finendo quindi per applicarsi anche ai rapporti personali all’interno dell’ufficio.

Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, 21 Marzo 2013, n. 7042

Teramo, 20 Settembre 2013 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...