Archivi categoria: Condominio e Locazioni

Istallazione del condizionatore nel condominio: vietato l’uso della cosa comune in danno agli altri condomini

Ciascun condomino è libero di servirsi della cosa comune, anche per fine esclusivamente proprio, traendo ogni possibile utilità, purché non alteri la destinazione della cosa comune e consenta un uso paritetico agli altri condomini ai sensi dell’art. 1102 c.c. che prevede, appunto, due limiti all’utilizzo della parte comune: il divieto di alterare la destinazione e il divieto di impedire agli altri partecipanti di farne uso.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 16 maggio – 13 luglio 2017, n. 17400

San Nicolò a Tordino, 25 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Tutti i condomini devono essere chiamati in giudizio per la tutela delle parti comuni

condominioNel caso in cui il soggetto convenuto da alcuni condomini, in rivendica del diritto di comproprietà su un bene comune, chieda in via riconvenzionale l’accertamento del suo diritto di proprietà esclusiva sul medesimo bene sussiste litisconsorzio tra tutti i condomini.

Corte di Cassazione, Sez. II Civile, sentenza 20 aprile -11 ottobre 2016, n. 20453

Teramo, 17 Ottobre 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Impugnazione delle delibere assembleari. Il contraddittorio deve essere necessariamente integrato per evitare la formazione di giudicati contrastanti nella medesima materia

condominiowebIn una controversia instaurata da una pluralità di condomini dissenzienti e finalizzata a dichiarare l’invalidità di una delibera assembleare, concernente l’esecuzione di opere su parti comuni del condominio, in caso di impugnazione della statuizione del giudice di prime cure, è onere del magistrato di secondo grado disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri, che sono parti di «una causa inscindibile», ai sensi dell’art. 331 c.p.c..

Corte di Cassazione, sez. II, sentenza 12 febbraio 2016, n. 2859

Teramo, 17 Febbraio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Condominio. La legittimazione passiva dell’amministratore del condominio a resistere in giudizio ha portata generale e sussiste, quindi, anche per le azioni di natura reale relative alle parti comuni dell’edificio, promosse contro il condominio, senza che sia necessaria la partecipazione al giudizio di tutti i condomini.

amministratore_condominio_1Ai sensi dell’art. 1131, comma 2, c.c., la legittimazione passiva dell’amministratore del condominio a resistere in giudizio ha portata generale, essendo estesa ad ogni interesse condominiale. Perciò, sussiste anche per le azioni di natura reale relative alle parti comuni dell’edificio, promosse contro il condominio, senza che sia necessaria la partecipazione al giudizio di tutti i condomini.

Corte di Cassazione, sez. II, 22 settembre 2014, n. 19909

Teramo, 25 Settembre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Condominio negli edifici. E’ legittimo il passaggio di tubazione del gas sul muro perimetrale condominiale

CondominioIn tema di condominio negli edifici, l’applicazione della normativa sul rispetto delle distanze non è automatica, dovendosi sempre valutare la sua compatibilità con il principio disciplinante il diritto d’uso delle cose comuni, atteso che ogni condomino ha diritto di usare le parti comuni nel modo che ritiene più opportuno per le proprie esigenze, purché ciò non rechi pregiudizio alla sicurezza, alla stabilità ed al decoro dell’edificio ed al contempo non menomi il pari diritto dei suoi vicini.

Corte di Cassazione, sez. II, 30 giugno 2014, n. 14822

Teramo, 14 Luglio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Locazione di immobili: conseguenze dell’inosservanza dei termini di notifica del ricorso e decreto di fissazione dell’udienza di cui all’art. 435 c.p.c.

locazione di immobiliNel rito del lavoro, il termine di 10 giorni (applicabile anche in materia di locazione) entro cui l’appellante, ai sensi dell’art. 435, comma 2, c.p.c., deve notificare all’appellato il ricorso ed il decreto di fissazione dell’udienza, non ha carattere perentorio. Perciò, la sua inosservanza non produce alcuna conseguenza pregiudizievole per la parte, non incidendo su interessi di ordine pubblico processuale o su interessi dell’appellato, purché sia rispettato il termine di 25 giorni, previsto dall’art. 435, comma 3, c.p.c., che deve intercorrere tra il giorno della notifica e quello dell’udienza di discussione.

Corte di Cassazione, sez. III,13 maggio 2014, n. 10316

Teramo, 15 Maggio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Servitù di passaggio: non è presupposto necessario per la costituzione della servitù dimostrare la situazione di fatto esistente al momento in cui due fondi hanno cessato di appartenere ad un unico soggetto

relocate homeNon è specifico onere probatorio gravante su chi agisce per l’accertamento della servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia in confessoria servitutis dimostrare la situazione di fatto esistente al momento in cui i due fondi hanno cessato di appartenere all’unico soggetto per effetto di alienazioni separate e, per l’effetto, tale prova non è presupposto necessario per la costituzione della servitù ex art. 1062 c.c.

Corte di Cassazione, sez. II, 15 aprile 2014, n. 8730

Teramo, 22 Aprile 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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