Archivi categoria: Consiglio di Stato

Consiglio di Stato: l’indennità di accompagnamento non rientra nell’ISEE

consiglio-di-stato-palazzo-spadaCon tre sentenze della Quarta Sezione, il Consiglio di Stato in data 29 febbraio 2016 ha affermato che l’indennità di accompagnamento non può essere considerata reddito ai fini del calcolo ISEE. In particolare, i Magistrati del Consiglio di Stato hanno sostenuto che l’indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie non servono a remunerare alcunché, né tanto meno all’accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare un’oggettiva ed ontologica (cioè indipendente da ogni eventuale o ulteriore prestazione assistenziale attiva) situazione d’inabilità che provoca in sé e per sé disagi e diminuzione di capacità reddituale. Essa non determina, infatti, una “migliore” situazione economica del disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmare tal situazione di svantaggio subita da chi richiede la prestazione assistenziale, prima o anche in assenza di essa. Pertanto, la «capacità selettiva» dell’ISEE, se deve scriminare correttamente le posizioni diverse e trattare egualmente quelle uguali, non può compiere l’artificio di definire reddito un’indennità o un risarcimento, ma deve considerali per ciò che essi sono, perché posti a fronte di una condizione di disabilità grave e in sé non altrimenti rimediabile.

Consiglio di Stato Sentenza N. 00838 del 2016

Consiglio di Stato Sentenza N. N. 00841 del 2016

Consiglio di Stato Sentenza N. N. 00842 del 2016

Teramo, 01 Marzo 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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La comunicazione prevista dall’articolo 7 legge n. 241/1990 deve contenere tutti gli elementi necessari relativi al contraddittorio.

consiglio-di-stato-palazzo-spadaLa comunicazione dell’avvio del procedimento non costituisce un mero adempimento formale,  proprio perché scopo dell’adempimento è quello di consentire al destinatario dell’azione amministrativa di contribuire al suo corretto sviluppo, facendo presenti situazioni di fatto o ipotesi di soluzione che consentono di risolvere il problema affrontato dall’Amministrazione con il minor sacrificio per gli interessi contrapposti.
Di conseguenza la comunicazione di avvio del procedimento per rispondere al proprio scopo deve contenere l’indicazione delle problematiche sottese alla posizione di vantaggio di cui gode il privato.

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 16 aprile 2013, n. 2099

Teramo, 14 Giugno 2013 Avv. Annamaria Tanzi

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L’alunno che copia agli esami di Stato non sempre va espulso.

L’alunno che copia agli esami di Stato, utilizzando il palmare, non sempre va espulso. Sebbene l’art. 12, comma 5, dell’ordinanza ministeriale 41/2012 lo preveda espressamente, tale sanzione va applicata motivatamente. E quindi, prima di espellere l’alunno colto in fallo, è necessario considerare anche la carriera scolastica. 

Teramo, 16 Ottobre 2012 Avv. Annamaria Tanzi
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E’ diritto del coniuge ottenere copia della denuncia dei redditi del nuovo convivente del coniuge separato, per riconsiderare l’ammontare dell’assegno mensile deciso dal giudice.

Possono ritenersi sussistenti tutti i presupposti individuati dalla giurisprudenza qualora l’accesso documentale richiesto concerne atti rilevanti e determinanti per la tutela della posizione giuridica del richiedente, siccome idonei a dimostrare, nella specie, la capacità economica del convivente con il proprio coniuge separato e, quindi, la sussistenza di presupposto idoneo ad esonerarlo dall’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento impostogli all’atto dell’omologazione della separazione consensuale.

Consiglio di Stato, sez. IV, 20 settembre 2012, n. 5047

Teramo, 14 Ottobre 2012 Avv. Annamaria Tanzi

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Archiviato in Consiglio di Stato, Separazione personale dei coniugi

Sanzioni disciplinari: il dipendente pubblico ha diritto di accedere a tutti gli atti del fascicolo

Il dipendente pubblico che sia stato fatto oggetto di un procedimento disciplinare ha diritto di accedere a tutti gli atti del fascicolo, ivi compresa l’eventuale denuncia, sporta a suo carico da terzi, che abbia costituito presupposto per l’esercizio del potere disciplinare da parte dell’Amministrazione di appartenenza.

Consiglio Stato, sez. V, 28 settembre 2012, n. 5132

Teramo, 08 Ottobre 2012 Avv. Annamaria Tanzi

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Consiglio di Stato: Durc e discrezionalità della stazione appaltante

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 8 del 4 maggio 2012, intervenendo in tema di regolarità contributiva nel caso di appalti, ha escluso ogni discrezionalità delle stazioni appaltanti nella valutazione della gravità delle violazioni in materia di contributi previdenziali e assistenziali. In particolare, richiamando la propria precedente giurisprudenza sul punto, è stato ribadito che l’assenza del requisito della regolarità contributiva, costituendo condizione di partecipazione alla gara, se non posseduto alla data di scadenza del termine di presentazione dell’offerta, non può che comportare la esclusione del concorrente non adempiente, non potendo valere la regolarizzazione postuma.

Consiglio di Stato, Sentenza n. 8 del 2012

Teramo, 14 Maggio 2012 Avv. Annamaria Tanzi

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Consiglio di Stato: le stazioni appaltanti devono limitarsi a prendere atto delle risultanze del DURC

La sussistenza del requisito della regolarità contributiva, necessario per la partecipazione alle procedure di gara, va verificata con riferimento al momento ultimo previsto per la presentazione delle offerte. A nulla può quindi rilevare una regolarizzazione successiva della posizione contributiva. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5194 del 16/09/2011. Il massimo
organo di giurisdizione amministrativa ha ricordato che la regolarizzazione successiva, se può risolvere il contenzioso dell’impresa con l’ente previdenziale, non potrà però in alcun modo sovvertire l’oggettivo dato di fatto dell’irregolarità ai fini della singola gara. Deve pertanto escludersi la rilevanza di un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva,
quand’anche ricondotto retroattivamente, quanto ad efficacia civilistica, al momento della scadenza del termine di pagamento, circostanza che può rilevare fra i soggetti del rapporto obbligatorio, ma non anche nei confronti dell’Amministrazione appaltante. E tanto vale, naturalmente, anche per sistemazioni debitorie postume effettuate a mezzo di compensazioni, come
risulta avvenuto nel caso concreto. Inoltre il D.M. 24/10/2007, nel disciplinare le modalità di rilascio del DURC definendo la soglia di gravità dell’inadempimento, non può non limitare sul punto anche la discrezionalità delle stazioni appaltanti, che al riguardo ben possono quindi limitarsi a prendere atto della certificazione espressa dal DURC, del quale non possono
sindacare le risultanze, senza doversi fare carico di autonome valutazioni.

C.d.S. Sez. V Sent. n. 5194-2011

Teramo, 08 Novembre 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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