Archivi categoria: Ministero della Salute

Ministero della Salute. Medici Competenti: chiarimenti sull’inserimento dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori

Ministero_della_%20Salute_Eur_web--400x300Il Ministero della Salute, con la nota circolare Prot. 13313-P del 10 giugno 2013, ha fornito chiarimenti su alcuni aspetti del Decreto Ministeriale 9 luglio 2012 in merito alle modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori.

 Circolare 10 Giugno 2013

Teramo, 19 Giugno 2013 Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero della Salute. Contaminazione di prodotti alimentari con composti di ammonio quaternario. Linee guida comunitarie

La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione ha pubblicato una nota che informa della pubblicazione di linee guida comunitarie in cui viene individuato ai fini delle attività di controllo, il limite massimo di residuo provvisorio approvato a livello comunitario, per i composti di ammonio quaternario negli alimenti e mangimi di origine vegetale e animale, prevedendo anche l’implementazione di un Piano di monitoraggio comunitario per indagare sull’origine della contaminazione.

Nota del Ministero della Salute del 07.08.2012

La linea guida sul DDAC

La linea guida sul Piano di Monitoraggio per il BAC

Il metodo analitico

Teramo, 13 Agosto 2012 Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero della Salute. Transazioni: stipula in via di conclusione.

L’operazione finalizzata alla stipula delle transazioni previste dalle leggi 222/07 e 244/07 è in via di conclusione. Infatti, a seguito della emanazione del DM 4 maggio 2012, l’Amministrazione sta procedendo all’esame delle singole istanze pervenute entro il termine del 19 gennaio 2010, ai fini dell’ammissione alla stipula degli atti transattivi o, in alternativa, del non accoglimento della domanda di adesione. In caso di ammissione alla stipula, i legali di parte saranno convocati per iscritto per la firma dell’atto transattivo, con l’indicazione del luogo e del giorno in cui presentarsi e gli verrà inviato lo schema dell’atto, redatto ai sensi del citato decreto, per prenderne visione. Per poter procedere alla stipula, i legali dovranno dotarsi di procure speciali rilasciate dai transigenti per sottoscrivere l’atto in proprio nome e conto. In caso di non accoglimento della domanda di adesione alle transazioni, l’Amministrazione chiederà al legale di parte di  controdedurre alle motivazioni rese note nella lettera di preavviso, entro un termine espressamente indicato. In caso di trasmissione di controdeduzioni, si provvederà ad esaminarle e a dare conto delle ragioni dell’Amministrazione nel provvedimento finale. Per la corrispondenza inerente alla procedura transattiva, l’Amministrazione si avvarrà in via privilegiata della posta elettronica certificata, pertanto, i legali di parte sono invitati a comunicare o confermare l’indirizzo di posta elettronica certificata a: transazioni.ridab@sanita.it

Teramo, 13 Agosto 2012 Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero del Lavoro: rilascio delle autorizzazioni per l’esecuzione di lavori su parti in tensione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 dell’11 aprile 2011, il Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2011, con la definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 82, comma 2), lettera c), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni.

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 4 febbraio 2011
 

Definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni  di  cui
all'articolo 82, comma 2), lettera  c),  del  decreto  legislativo  9
aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. (11A04783) 

                       IL MINISTRO DEL LAVORO 
                      E DELLE POLITICHE SOCIALI 

                           di concerto con 

                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 

  Visto l'art. 82, comma  1,  lettera  c),  numero  1),  del  decreto
legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  e  successive  modifiche   ed
integrazioni, di seguito decreto legislativo  n.  81/2008,  il  quale
prevede che «i lavori  su  parti  in  tensione  siano  effettuati  da
aziende autorizzate, con specifico provvedimento  del  Ministero  del
lavoro, della salute e delle  politiche  sociali,  ad  operare  sotto
tensione»; 
  Visto l'art. 82, comma  1,  lettera  c),  numero  2),  del  decreto
legislativo n. 81/2008, il quale prevede che «l'esecuzione dei lavori
su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati  dal  datore
di lavoro ai sensi della pertinente  normativa  tecnica  riconosciuti
idonei per tale attivita'»; 
  Visto l'art. 82, comma 2, del decreto legislativo  n.  81/2008,  il
quale prevede che «con decreto del Ministero del lavoro, della salute
e delle politiche sociali, da adottarsi entro dodici mesi dalla  data
di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono  definiti
i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di  cui  al  comma  1,
lettera c), numero 1)»; 
  Visto l'art. 1 della legge 13  novembre  2009,  n.  172,  il  quale
prevede l'istituzione del Ministero della salute ed il  trasferimento
ad esso delle funzioni di cui al Capo X-bis,  articoli  da  47-bis  a
47-quater,  del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  e
successive modificazioni, gia' attribuite al  Ministero  del  lavoro,
della salute e delle politiche sociali ai sensi del decreto-legge  16
maggio 2008, n. 85; 
  Visto l'art. 7, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122  il
quale  prevede  la  soppressione   dell'ISPESL   e   la   contestuale
attribuzione delle relative competenze all'INAIL; 
  Ritenuto  pertanto  che  ove  il  decreto  legislativo  n.  81/2008
attribuisca competenze all'ISPESL esse debbano  intendersi  conferite
all'INAIL; 
  Ravvisata la necessita' di  regolamentare  il  settore  dei  lavori
elettrici sotto tensione in relazione alle particolari metodologie di
lavoro da adottare, nonche' alla elevata  professionalita'  richiesta
agli operatori del settore; 

                              Decreta: 

                               Art. 1 

                        Campo di applicazione 

  1. Il presente decreto riguarda i lavori sotto tensione  effettuati
su impianti elettrici alimentati a frequenza industriale  a  tensione
superiore a 1000 V. In particolare si applica: 
    a) ai lavori sotto tensione eseguiti da parte di operatori agenti
dal suolo, dai sostegni delle  parti  in  tensione,  dalle  parti  in
tensione, da supporti isolanti e non,  da  velivoli  e  da  qualsiasi
altra  posizione  atta  a  garantire  il  rispetto  delle  condizioni
generali per l'esecuzione dei lavori in sicurezza; 
    b) alla sperimentazione sotto tensione che preveda lo sviluppo  e
l'applicazione  di  modalita',  di  tipologie  di  intervento  e   di
attrezzature innovative. 
  2. Agli effetti del presente decreto non costituiscono lavori sotto
tensione le seguenti operazioni eseguite sugli impianti elettrici  in
tensione realizzati  nel  rispetto  delle  relative  nonne  tecniche,
purche'  si  usino  attrezzature  e  procedure  conformi  alle  norme
tecniche ed il personale sia adeguatamente formato ed addestrato: 
    a) la manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione e
di regolazione e dei  dispositivi  fissi  di  messa  a  terra  ed  in
cortocircuito, nelle normali condizioni di esercizio; 
    b)  la  manovra  mediante  fioretti  isolanti  degli   apparecchi
sopraelencati nelle normali condizioni di esercizio; 
    c) l'uso di rivelatori e comparatori  di  tensione  costruiti  ed
impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse
norme; 
    d) l'uso di rilevatori  isolanti  di  distanze  nelle  condizioni
previste di impiego; 
    e)  il  lavaggio  di  isolatori  effettuato  da  impianti   fissi
automatici o telecomandati; 
    f) l'utilizzo di dispositivi  mobili  di  messa  a  terra  ed  in
cortocircuito; 
    g) lavori nei quali si opera su componenti  che  fanno  parte  di
macchine o apparecchi alimentati a tensione non superiore  a  1000  V
anche se funzionanti a tensione superiore. 
                               Art. 2 

                             Definizioni 

  1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente  decreto,  si
intendono per: 
    a)  parte  attiva:  conduttore  o  parte  conduttrice   che,   in
condizioni di servizio ordinario, e' in tensione; 
    b) lavoro sotto tensione: lavoro eseguito sulle parti  attive  di
un impianto elettrico che si trovano in tensione  o  che  sono  fuori
tensione ma non collegate a terra ed in cortocircuito.  Si  considera
altresi' lavoro elettrico sotto tensione ogni altra attivita' in  cui
il lavoratore raggiunga con parti del suo corpo,  con  attrezzi,  con
equipaggiamenti o con dispositivi che vengono  maneggiati,  l'interno
della zona dei lavori sotto tensione cosi' come definita nella  norma
CEI EN 50110-1; 
    c) messa a terra e in cortocircuito: operazione con la  quale  le
parti attive costituenti un impianto elettrico vengono collegate  con
la terra, direttamente o tramite un impianto di terra,  e  tra  loro,
direttamente o tramite parti conduttrici; 
    d) lavoro fuori tensione: lavoro eseguito su parti  attive,  dopo
che queste sono state rese prive di tensione e di  carica  elettrica,
sezionate da ogni possibile fonte  di  alimentazione  e  collegate  a
terra ed in cortocircuito; 
    e) sperimentazione  sotto  tensione:  attivita'  che  preveda  lo
sviluppo e l'applicazione di modalita', di tipologie di intervento  e
di attrezzature innovative propedeutica allo sviluppo  di  un  lavoro
sotto tensione. 
                               Art. 3 

      Criteri per il rilascio delle autorizzazioni alle aziende 

  1. Lo svolgimento delle attivita'  di  cui  all'art.  1,  comma  1,
lettera  a)  e'  consentito  alle  aziende   che   abbiano   ricevuto
l'autorizzazione con  decreto  dirigenziale  del  direttore  generale
della Tutela delle Condizioni di Lavoro del Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali e del direttore  generale  della  Prevenzione
Sanitaria del Ministero della salute che  si  avvalgono  a  tal  fine
della Commissione per i lavori sotto tensione di cui  all'allegato  I
che fa parte integrante del presente decreto. 
  2. Ai fini dell'ottenimento dell'autorizzazione di cui al  comma  1
le  aziende  devono  essere  in  possesso  dei   requisiti   di   cui
all'allegato II che fa parte integrante del presente decreto. 
  3. Le aziende autorizzate di cui al comma 1 sono autorizzate  anche
all'effettuazione della sperimentazione di cui all'art. 1,  comma  1,
lettera b), a condizione che sia fornita la documentazione di cui  al
punto 1.2.2 dell'allegato II. 
                               Art. 4 

               Effettuazione dei lavori sotto tensione 

  1. I lavori sotto tensione di cui all'art.  1  sono  consentiti  se
eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: 
    a) i lavori siano effettuati da aziende autorizzate; 
    b) l'organizzazione e le procedure di lavoro adottate siano  tali
da garantire la  sicurezza  dei  lavori  sotto  tensione  secondo  le
pertinenti norme tecniche.  A  tal  fine  si  considerano  idonee  le
pertinenti norme tecniche del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI),
quali in particolare le norme CEI EN 50110-1 e CEI 11-15; 
    c) l'esecuzione dei lavori sia  affidata  dal  datore  di  lavoro
dell'azienda autorizzata a lavoratori in possesso  del  documento  di
abilitazione, secondo quanto disposto dai successivi articoli 5 e 6; 
    d) le attrezzature utilizzate siano conformi  a  quanto  disposto
nel successivo art. 7; 
    e) i dispositivi  di  protezione  individuale,  di  seguito  DPI,
rispondano a quanto previsto dal decreto legislativo n. 81/2008. 
                               Art. 5 
                       Formazione e idoneita' 
   1. Il personale che opera sotto tensione deve essere formato  sulle
modalita' di esecuzione dei lavori e sui rischi  relativi  attraverso
corsi di formazione aventi le caratteristiche e i contenuti riportati
nell'allegato III che fa parte integrante del presente decreto. 
  2. I corsi di cui al comma  1  devono  concludersi  con  gli  esami
finali  per  il  rilascio  del  relativo  certificato  personale   di
idoneita' alla effettuazione dei lavori sotto  tensione.  L'idoneita'
deve essere riferita alle effettive  mansioni  cui  e'  destinato  il
personale di cui al comma precedente. 
  3. I  soggetti  formatori  devono  possedere  i  requisiti  di  cui
all'allegato III e devono essere autorizzati con decreto dirigenziale
del direttore generale della Tutela delle Condizioni  di  Lavoro  del
Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  e  del  direttore
generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della  salute  che
si avvalgono a tal fine della Commissione per i lavori sotto tensione
di cui all'allegato I. 
                               Art. 6 
                     Abilitazione dei lavoratori 
 1. Il documento di abilitazione e' rilasciato dal datore di  lavoro
a seguito del  conseguimento  dell'idoneita'  di  cui  all'art.  5  e
dell'attivazione della sorveglianza sanitaria  da  parte  del  medico
competente. 
  2. Il documento di abilitazione e'  personale,  deve  contenere  la
descrizione dettagliata ed  esaustiva  delle  attivita'  per  cui  il
lavoratore  e'   considerato   abilitato,   deve   essere   rinnovato
annualmente ed e' revocato in caso  di  inosservanza  alle  nonne  di
sicurezza da parte dello stesso lavoratore o a seguito di giudizio di
non  idoneita'  espresso  dal  medico  competente.  Il  documento  ha
validita' solo per le attivita' svolte dall'azienda  autorizzata  che
lo ha rilasciato. 
                               Art. 7 
                             Attrezzature 
1. Fermo  restando  quanto  previsto  dal  decreto  legislativo  n.
81/2008, le aziende autorizzate  devono  stabilire  idonee  procedure
atte  a  garantire  l'identificazione  delle  responsabilita'  e   la
rintracciabilita' delle azioni per la scelta, l'immagazzinamento,  la
conservazione, la manutenzione,  il  trasporto,  la  custodia,  l'uso
appropriato e la verifica periodica  delle  attrezzature  secondo  le
indicazioni e dei fabbricanti. 
  2. Ai fini delle verifiche periodiche di cui al comma 1, le aziende
autorizzate devono  rivolgersi  a  laboratori  di  prova,  esterni  o
interni all'azienda, dotati di  procedure  e  apparecchiature  idonee
alla  natura  delle  prove  da  effettuare,  aventi  certificato   di
accreditamento, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, emesso
da ente di accreditamento riconosciuto a livello europeo con scopo di
accreditamento evidenziante la competenza del laboratorio ad  operare
nel settore specifico,  ovvero  ad  un  laboratorio  di  una  azienda
autorizzata ai sensi del presente decreto,  avente  un'organizzazione
conforme  ai  requisiti  della  norma  UNI  CEI  EN   ISO/IEC   17025
adeguatamente  documentata,  che   garantisca   la   competenza   del
laboratorio ad operare nel settore specifico. 
  3. Qualora non esistano disposizioni legislative o  norme  tecniche
relative  ad  una  specifica  attrezzatura,  la  stessa  puo'  essere
utilizzata  a  condizione  che  il  datore  di  lavoro   dell'azienda
autorizzata abbia effettuato una adeguata e  documentata  valutazione
dei rischi tale da assicurare l'esistenza delle necessarie condizioni
di sicurezza. 
                               Art. 8 
                       Diritto di riconoscimento 
1. Hanno diritto al riconoscimento di cui all'art.  3,  comma  1  e
all'art. 5, comma 3, le aziende gia' operanti ai  sensi  del  decreto
ministeriale 9 giugno 1980 e del decreto ministeriale 13 luglio 1990,
n. 442, emanati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale. 
  2. Le aziende di cui al comma  1,  entro  24  mesi  dalla  data  di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  devono  adeguarsi  alle
disposizioni dello stesso  decreto.  In  assenza  di  adeguamento  al
presente decreto decade il diritto di riconoscimento di cui al  comma
1. 
                               Art. 9 
                              Abrogazioni 
   1. Alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono
abrogati i decreti di cui al comma 1 dell'art. 8. 
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. 
    Roma, 4 febbraio 2011 
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi        
 Il Ministro della salute         Fazio 

 

 Teramo, 12 Aprile 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero della salute. Infortuni nelle abitazioni: il primo manuale tecnico rivolto agli operatori del settore

Concluso il progetto “Sviluppo operativo del Piano nazionale di prevenzione sugli Incidenti domestici: aggiornamento del personale e assistenza all’avvio dei Piani regionali” affidato dal Ministero/Ccm alla Regione Friuli Venezia Giulia.
Tra le attività realizzate, il manuale tecnico “Infortuni nelle abitazioni“, che raccoglie per la prima volta tutti gli aspetti del rischio infortunistico nelle abitazioni, dalla sicurezza degli impianti all’analisi dei comportamenti a rischio, dalle diverse fragilità delle persone che nella casa vivono, alle problematiche legate all’intervento degli operatori della prevenzione che operano nelle Istituzioni.
Il manuale rappresenta un riferimento tecnico sul quale porre le basi per un continuo aggiornamento di coloro che, a diverso titolo si occupano di prevenzione, siano questi operatori delle Aziende Sanitarie delle Regioni, operatori degli enti locali o anche professionisti che si occupano di progettazione e installazione di strutture o impianti, al fine ultimo di saldare le rispettive conoscenze in un percorso comune di aggiornamento ed evoluzione tecnica mirato alla sicurezza della casa.
Il testo è un punto di riferimento per progettisti, impiantisti e manutentori oltre che per gli operatori del sociale e i referenti degli enti locali che hanno titolo ad autorizzare e valutare i progetti edilizi, nello stesso vengono approfonditi gli aspetti dei rischi presenti nelle abitazioni, prevalentemente infortunistici e vengono proposte idonee misure di prevenzione e protezione.

Il Manuale Tecnico per gli operatori della prevenzione

Teramo, 05 Marzo 2011  Avv. Annamaria Tanzi

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Ministero della Salute: approvato il Piano Sanitario Nazionale 2011-2013

Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio, nella seduta del 21 gennaio 2011. L’iter prosegue con l’invio alle Commissioni parlamentari per il Parere e alla Conferenza unificata per la prevista Intesa. Il Piano evidenzia come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale la promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”.

Esso si basa dunque sui principi di:

         -responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona;

         -eguaglianza ed equità d’accesso alle prestazioni;

         -libertà di scelta;

         -informazione e partecipazione dei cittadini;

         -gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge;

         -globalità della copertura assistenziale come definito dai livelli essenziali di assistenza (LEA).

Il PSN, valorizzando le eccellenze del servizio sanitario, investe in settori strategici quali la prevenzione, la ricerca e le innovazioni mediche. Una delle novità riguarda l’apertura h24 degli ambulatori, gestiti dai medici di famiglia, che per i casi meno gravi consente di evitare il ricorso ai pronto soccorso degli ospedali.

Tra gli obiettivi da raggiungere nel Piano, vanno promossi e sviluppati una serie di interventi, tra cui:

       -prestazioni sulla base del quadro clinico del paziente;

       -percorsi diagnostici terapeutici (Pdt), fissando i relativi tempi massimi di attesa;

       -gestione degli accessi attraverso l’uso del sistema Cup;

       -vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e dell’erogazione delle prestazioni;

       -Comunicazione sulle liste d’attesa attraverso campagne informative e apertura di Uffici relazioni con il pubblico.

Bozza provvisoria del PSN 2011-2013

Teramo, 01 Febbraio 2011     Avv. Annamaria Tanzi

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