Archivi categoria: Processo civile

Notifica e preclusioni dei poteri del difensore mero domiciliatario

Notifica1Il procuratore che sia semplice domiciliatario è abilitato alla sola ricezione, per conto del difensore, delle notificazioni e comunicazioni degli atti del processo e non anche al compimento di atti di impulso processuale . Infatti, in sede di legittimità, è pacifico che solo l’avvocato munito di procura alle liti può eseguire direttamente le notifiche, mentre la notifica eseguita dal procuratore semplice domiciliatario è da ritenere inesistente anziché nulla, con conseguente impossibilità di applicare l’istituto della sanatoria per raggiungimento dello scopo, prevista dall’art. 156 c.p.c. per i soli casi di nullità.

Corte di Cassazione, sez. III, 10 ottobre 2014, n. 21414

Teramo, 14 Ottobre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Costituzione in giudizio: la dichiarazione di contumacia non prima del decorso di 60 minuti dall’apertura dell’udienza

GdPIn tema di disciplina delle udienza, l’art. 59 disp. att. c.p.c., prevede che la dichiarazione di contumacia della parte non costituita venga fatta dal GdP a norma dell’art. 171, ultimo comma, c.p.c., quando sia decorsa almeno un’ora dall’apertura dell’udienza.

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza 22 settembre 2014, n. 19942

Teramo, 24 Settembre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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E’ valida l’impugnazione proposta dal difensore per conto della parte deceduta

MARTELLOL’incidenza sul processo degli eventi previsti nell’art. 299 c.p.c. è disciplinata, in ipotesi di costituzione in giudizio a mezzo di difensore, dalla regola dell’ultrattività del mandato alla lite. In ragione di tale regola, nel caso in cui l’evento non sia stato manifestato nelle forme di cui all’art. 300 c.p.c., il difensore continua a rappresentare la parte come se l’evento non si sia verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale e nelle successive fasi di quiescenza e riattivazione del rapporto a seguito della proposizione dell’impugnazione. Tale posizione giuridica è suscettibile di modificazione solo nell’ipotesi in cui, nella successiva fase d’impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale della parte divenuta incapace, oppure se il procuratore di tale parte, originariamente munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza o notifichi alle altri parti l’evento verificatosi, o se, rimasta la medesima parte contumace, l’evento sia documentato dall’altra parte (come previsto dalla novella di cui all’art. 46 l. n. 60/2009), o notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 300, comma 4, c.p.c.. Di talché, il decesso della parte rappresentata, verificatosi nel corso del giudizio di primo grado e non dichiarato nei modi previsti dall’art. 300 c.p.c., non priva il difensore del potere di proporre gravame avverso la sentenza del Tribunale.

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 22 settembre 2014, n. 19887

Teramo, 24 Settembre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Scrittura privata. ll disconoscimento della conformità di una copia all’originale deve avvenire con i tempi e le modalità stabiliti dagli artt. 214 (disconoscimento della scrittura privata) e 215 (riconoscimento tacito della scrittura privata) c.p.c., dovendo il disconoscimento essere chiaro, esplicito e tempestivo.

Scrittura privataAi sensi dell’art. 2712 c.c., le copie fotografiche di scritture hanno la stessa valenza delle autentiche, se la loro efficacia è attestata da un pubblico ufficiale oppure non è disconosciuta espressamente. Il disconoscimento della conformità di una copia all’originale deve avvenire con i tempi e le modalità stabiliti dagli artt. 214 (disconoscimento della scrittura privata) e 215 (riconoscimento tacito della scrittura privata) c.p.c., dovendo il disconoscimento essere chiaro, esplicito e tempestivo.

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza 01 luglio 2014, n. 14893

Teramo, 04 Luglio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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L’interesse alla riservatezza dei dati personali deve cedere al corretto e coerente esercizio del diritto di difesa in giudizio

privacyL’interesse alla riservatezza dei dati personali deve cedere, a fronte di autentiche esigenze di difesa di altri interessi giuridicamente rilevanti, fra cui quello al corretto e coerente esercizio del diritto di difesa in giudizio, assumendo in ogni caso, e a fronte di ogni decisione, come criterio direttivo la comparazione tra gli interessi concretamente coinvolti: comparazione a cui deve procedere il giudice del merito, sulla base del suo sereno ed equilibrato apprezzamento.

Corte di Cassazione,sez. III, 4 aprile 2014, n. 7783

Teramo, 04 Aprile 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Nel caso di proprietà confinanti che si trovino ai limiti di zone disomogenee, ciascun proprietario può pretendere dal confinante il rispetto delle distanze previste per la zona in cui si trova l’edificio dello stesso confinante.

costruzioni adiacentiLe costruzioni sorgenti in una zona omogenea del territorio comunale, per la quale siano previste determinate distanze dai confini o dalle costruzioni sorgenti sui lotti vicini, saranno tenute a rispettare dette distanze, a prescindere dalla circostanza che il lotta finitimo (o la costruzione posta su di esso) sia ubicato in altra zona per cui vigano standard diversi.

Corte di Cassazione, sez. II, 31 marzo 2014, n. 7512

Teramo, 01 Aprile 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Ricorre la possibilità di concedere un nuovo termine per la notifica del ricorso volto al riconoscimento dell’equo indennizzo di cui alla legge Pinto (l. n. 89/2001), nel caso in cui il ricorrente non vi abbia provveduto nel termine originariamente assegnatogli con il decreto.

Equa riparazioneIn tema di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza alla controparte non è perentorio e, pertanto è ammessa la concessione di un nuovo termine, stavolta perentorio, al ricorrente nell’ipotesi di omessa o inesistente notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza.

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 12 marzo 2014, n. 5700

Teramo, 14 Marzo 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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