Archivi categoria: Responsabilità civile extracontrattuale

Responsabilità Civile extracontrattuale: liberi professionisti

Nelle ipotesi di interpretazione di leggi o di risoluzione di questioni opinabili, deve ritenersi esclusa la responsabilità’ del professionista a meno che non risulti che abbia agito con dolo o colpa grave (la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito che avevano escluso la responsabilità di un consulente a fronte della richiesta di un suo cliente notaio. Il consulente, a chiarimento di un equivoco testo di legge, aveva consigliato al cliente la soluzione per la quale, in favore dei dipendente assunti con contratto di formazione e lavoro, i versamenti previdenziali dovevano essere versati in misura fissa, analogamente a quanto previsto per i giovani assunti con contratto di apprendistato. In seguito ad alcune verifiche effettuate dall’ente previdenziale, era invece emerso che, seppur all’interno di un confuso quadro normativo, l’interpretazione del consulente non doveva ritenersi corretta, con conseguente obbligo del notaio di corrispondere le differenze e le sanzioni).

Cassazione Civile, Sez. III, 20 Ottobre 2011, n. 21700

Teramo, 29 Ottobre 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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Responsabilità civile extracontrattuale: Amministrazione Pubblica

Nel caso di accertamento annullato dall’Agenzia delle Entrate a seguito delle contestazioni della parte interessata, l’agenzia è tenuta a rimborsare il contribuente delle spese sostenute per l’assistenza di un commercialista.

Cassazione Civile, Sez. I, 24 Ottobre 2011, n.21963

Teramo, 29 Ottobre 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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Titoli di credito: responsabilità della Banca per il pagamento di un assegno falsificato

La banca può essere tenuta responsabile del pagamento di un assegno falsificato non a fronte della mera alterazione del titolo, ma solo nei casi in cui una tale alterazione sia rilevabile “ictu oculi”, in base alle conoscenze del bancario medio,il quale non è tenuto a disporre di particolari attrezzature strumentali o chimiche per rilevare la falsificazione, né è tenuto a mostrare le qualità di un esperto grafologo.

Cassazione Civile, Sez. III, 04 Ottobre 2011, n. 20292

Teramo, 20 Ottobre 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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Prescrizione e decadenza in materia civile: prescrizioni brevi risarcimento del danno

La responsabilità per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV, contratte da soggetti emotrasfusi, è di natura extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c. a carico del Ministero della salute, né sono ipotizzabili, al riguardo, figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione (epidemia colposa o lesioni colpose plurime); ne consegue che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli art. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto diffusione delle conoscenze scientifiche (a tal fine coincidente non con la comunicazione del responso della C.m.o. di cui all’art. 4 l. n. 210 del 1992, bensì con la proposizione della relativa domanda amministrativa).
Teramo, 25 Agosto 2011 Avv. Annamaria Tanzi
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Responsabilità civile extracontrattuale: proprietario di animali

La responsabilità ex art. 2052 c.c., prevista a carico del proprietario in relazione ai danni cagionati da un animale di cui è proprietario, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell’intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta eccezionalità. Conseguentemente, all’attore compete solo provare l’esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, deve provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufficiente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell’animale (nella specie, la Corte ha escluso che l’ingresso di una bimba in un giardino recintato e chiuso da un cancello in cui si trovava l’animale avesse il carattere dell’eccezionalità e della imprevedibilità, atteso che l’animale si trovava in un luogo privato, recintato e chiuso, ma era stato lasciato libero in un giardino con un cancello che non aveva idonea chiusura, tanto da essere facilmente aperto da una bambina di tre anni, e che di conseguenza il custode non aveva adottato cautele idonee in concreto ad evitare l’ingresso di estranei).
Teramo, 24 Agosto 2011 Avv. Annamaria Tanzi
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Responsabilità aquiliana: custodia e vigilanza alloggio popolare

Malgrado il contratto di locazione comporti il trasferimento al conduttore dell’uso e del godimento sia della singola unità immobiliare s a dei servizi accessori e delle parti comuni dello edificio, una siffatta detenzione non esclude i poteri di controllo, di vigilanza e, in genere, di custodia spettanti al proprietario-locatore, il quale conserva un effettivo potere fisico sulla entità immobiliare locata – ancorché in un ambito in parte diverso da quello in cui si esplica il potere di custodia del conduttore – con conseguente obbligo di vigilanza sullo stato di conservazione delle strutture edilizie e sull’efficienza degli impianti.
Teramo, 24 Agosto 2011 Avv. Annamaria Tanzi
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Responsabilità civile extracontrattuale: risarcimento danni in favore del convivente more uxorio

In materia di responsabilità civile va riconosciuto il diritto al risarcimento del danno conseguente alle lesioni o alla morte di una persona in favore del convivente “more uxorio” di questa, pur richiedendo che venga fornita, con qualsiasi mezzo, la prova dell’esistenza e della durata di una comunanza di vita e di affetti e di una vicendevole assistenza morale e materiale, cioè di una relazione di convivenza avente le stesse caratteristiche di quelle dal legislatore ritenute proprie del vincolo coniugale (nella specie, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito che avevano ripartito l’importo liquidato per la morte di una persona tra tutti gli aventi diritto, atteso che la vittima, oltre alla ex moglie e ai figli derivanti dal matrimonio, aveva costituito anche un nuovo nucleo famigliare:; contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, infatti, la Corte territoriale aveva adeguato la somma da liquidare al caso concreto, non in modo automatico, bensì in proporzione alle sofferenze effettivamente patite da tutti i soggetti coinvolti).

Cassazione Civile, Sez. III, 07 Giugno 2011, n. 12278

Teramo, 19 Giugno 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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