Archivi categoria: Separazione personale dei coniugi

L’assegnazione della casa coniugale non costituisce un diritto reale di godimento.

casa coniugaleLa Corte di Cassazione, seguendo l’orientamento già consolidato e ricordando in sentenza il principio di diritto espresso dalla sezione Tributaria nella precedente pronuncia del 2007, la n. 6199/2007, ha stabilito che, in tema di imposta comunale sugli immobili, il coniuge al quale è stata assegnata la casa coniugale di comproprietà non è soggetto passivo dell’imposta per la quota dell’immobile stesso sulla quale non vanti un diritto di proprietà ovvero un diritto reale di godimento, come previsto dall’art. 3 del d.lgs n. 504/1992. Da ciò ne consegue che il coniuge assegnatario non può essere il soggetto passivo dell’imposta per la quota dell’immobile sul quale non vanta un diritto di proprietà, o altro diritto reale di godimento, e quindi il coniuge uscito dalla casa coniugale è tenuto al pagamento dell’ICI per la sua quota di proprietà, non essendo il suo titolo, e/o diritto di proprietà, modificato dalla pronuncia di assegnazione. La Cassazione ha, altresì, sottolineato che, per l’individuazione dell’onerato al pagamento di detta imposta, non rileva neppure il disposto dell’art. 218 c.c., secondo il quale «il coniuge che gode dei beni dell’altro coniuge è soggetto a tutte le obbligazioni dell’usufruttuario», in quanto la norma, dettata in regime di separazione dei beni dei coniugi, va intesa solo come previsione integrativa del precedente articolo del codice sull’amministrazione e godimento dei beni; tal che la complessiva regolamentazione citata è inapplicabile in tutte le ipotesi in cui il godimento della cosa del coniuge da parte dell’altro sia fondato su un rapporto diverso da quello richiamato da dette norme, ovvero quando l’uso del bene non dipende da un mandato o da un godimento di fatto, ma è disciplinato da un’assegnazione, volontaria o giudiziale, dell’abitazione coniugale.

Corte di Cassazione, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 2675

Teramo, 12 Febbraio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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La breve durata del matrimonio può incidere sul quantum dell’assegno di mantenimento, non sul diritto a riceverlo.

Matrimonio breveLa breve durata del matrimonio può incidere sul quantum della somma, non sul diritto all’assegno. Infatti, l’assegno di mantenimento deve tendere al mantenimento del tenore di vita goduto dal coniuge durante la convivenza: indice di tale tenore può essere anche l’attuale disparità di posizioni economiche tra i due coniugi.

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza 13 ottobre 2014, n. 21597

Teramo, 14 Ottobre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Al fine di evitare l’addebito della separazione in ipotesi di abbandono della casa coniugale è necessario dimostrare che tale abbandono è causato dalla intollerabilità della prosecuzione della convivenza.

abbandono del tetto coniugaleVa confermata la spettanza in capo a chi ponga in essere l’abbandono del domicilio coniugale dell’onere della prova della giusta causa dell’allontanamento, di talché va pronunciato l’addebito della separazione al coniuge che abbandona la casa coniugale, qualora ometta di dimostrare che tale abbandono, da lui attribuito alla gelosia della moglie, sia intervenuto in un momento in cui la prosecuzione della convivenza era già divenuta intollerabile.

Corte di Cassazione, sez. I, 08 settembre 2014, n. 18871

Teramo, 08 Settembre 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Matrimonio internazionale: Il Tribunale di Parma, in applicazione del Regolamento UE n. 1259/2010, ha disposto il divorzio, senza previa separazione, di una coppia di nazionalità diverse. Nel caso di specie, i giudici hanno infatti applicato la normativa spagnola, che stabilisce la possibilità di richiesta immediata di divorzio.

divorzio-leggeIl Tribunale di Parma, in applicazione del Regolamento UE n. 1259/2010, ha disposto il divorzio, senza previa separazione, di una coppia di nazionalità diverse. Nel caso di specie, i giudici hanno infatti applicato la normativa spagnola, che stabilisce la possibilità di richiesta immediata di divorzio. L’art. 5 del Regolamento UE n. 1259/2010 stabilisce, infatti, che i coniugi possono, di comune accordo, scegliere la legge applicabile tra tre soluzioni: la legge dello Stato della residenza abituale dei coniugi al momento della conclusione dell’accordo, la legge dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora al momento della conclusione dell’accordo, la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dell’accordo. Ed è proprio quest’ultimo caso quello scelto dalla coppia nel caso in esame: viene applicata, quindi, la legge civile della Spagna, di cui la donna ha la cittadinanza. La normativa spagnola prevede che i coniugi possano chiedere direttamente il divorzio, senza necessità di una previa separazione, una volta decorsi tre mesi dalla data di celebrazione del matrimonio, indipendentemente dai motivi alla base della domanda.

Tribunale di Parma, sez. Civile, sentenza n. 599 del 2014

Teramo, 04 Luglio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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Casa coniugale. Fabbricato di proprietà del marito: il piano primo viene assegnato alla moglie separata, il piano terra al marito. Discutibile la scelta dei giudici di considerare casa familiare, da attribuire alla donna, collocataria dei figli minori, solo una porzione dell’immobile utilizzato come casa a matrimonio in corso.

casa familiareLa scelta di identificare la casa familiare esclusivamente nell’unità abitativa occupata dalla donna con i figli non può essere condivisa così come non appare giustificabile la limitazione ad una sola porzione immobiliare della casa, essendo fondata, erroneamente, sulla considerazione della sufficienza della titolarità del diritto di proprietà dell’uomo sull’intero fabbricato e sulla riconducibilità, non desunta da alcun accertamento di fatto, della sola porzione immobiliare occupata dalla donna, e dai figli minori, a casa familiare. Ciò che va verificato, invece, è quale fosse la casa familiare, secondo la destinazione impressa dai coniugi e l’utilizzazione concreta dell’immobile in costanza di matrimonio. Senza dimenticare poi un ulteriore rilevante particolare, ossia il mutamento di uno dei genitori affidatari e assegnatari di una porzione del fabbricato, che può avere effetti, sul regime di assegnazione della casa coniugale.

Corte di Cassazione, sez. VI, 11 aprile 2014, n. 8580

Teramo, 15 Aprile 2014 Avv. Annamaria Tanzi

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L’infedeltà coniugale c’è anche senza adulterio, ma un amore platonico non lede l’onore dell’altro coniuge

telefonoUna relazione extraconiugale può rendere addebitabile la separazione anche quando non si sia sostanziata in un adulterio, ma abbia comunque comportato offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge. Nel caso di specie il legame intercorso si era rivelato platonico, essenzialmente concretatosi in contatti telefonici o via internet, data anche la notevole distanza tra i luoghi di rispettiva residenza, e non connotato da reciproco coinvolgimento sentimentale, con condivisione e ricambio di lei dell’eventuale infatuazione di lui: giusto l’assegno mensile da 300 €uro.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, 12 aprile 2013, n. 8929

Teramo, 07 Ottobre 2013 Avv. Annamaria Tanzi

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Il decreto di modifica degli accordi di separazione o di divorzio è immediatamente esecutivo

separazione e divorzioLe Sezioni Unite hanno risolto in tal senso un contrasto giurisprudenziale elaborando una nuova tesi che, superando le precedenti, afferma l’immediata esecutività della sentenza di primo grado e del provvedimento di revisione degli accordi sia di separazione che di divorzio (v. art. 4, L. n. 74/87 così come novellato dalla L. n. 80/05).

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 26 aprile 2013, n. 10064

Teramo, 17 Maggio 2013 Avv. Annamaria Tanzi

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