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Ministero dell’Economia. Chiarimenti in merito all’esenzione IMU per i terreni agricoli

ministero-delleconomiaCon la Nota n. 20535/2016 del 23 maggio 2016 il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia fornisce i chiarimenti in merito all’esenzione IMU per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola. In particolare, per quanto riguarda il familiare coadiuvante, la nota ministeriale chiarisce che:

il requisito oggettivo è soddisfatto se il coadiuvante risulta proprietario/comproprietario dei terreni agricoli coltivati dall’impresa agricola di cui è titolare un componente del nucleo familiare.

il requisito soggettivo è soddisfatto se il coadiuvante risulta iscritto negli elenchi previdenziali appositi come coltivatore diretto nel nucleo familiare del titolare dell’azienda

Nota 20535 del 23 Maggio 2016

Teramo, 25 Maggio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Siglato un Protocollo d’intesa tra il Dipartimento Pari Opportunità -Presidenza del Consiglio e la Consigliera di Pari Opportunità nel campo della promozione della parità tra le lavoratrici e i lavoratori

consigliera-nazionaleIn data 10 febbraio 2016 la Consigliera Nazionale di Parità, Francesca Bagni Cipriani, e il Segretario Generale ​della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paolo Aquilanti, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato al coordinamento e all’integrazione delle iniziative e degli interventi dell’Ufficio della Consigliera Nazionale e del Dipartimento per le Pari Opportunità, nel campo della promozione della parità tra le lavoratrici e i lavoratori.

PROTOCOLLO D’INTESA CNP – DPO 10.02.2016

Teramo, 23 Febbraio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Il nuovo codice deontologico per i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili entra in vigore dal 1° Marzo 2016

commercialistaDal 1° marzo 2016 entra in vigore il codice deontologico per i dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili, approvato il 17 dicembre 2015 dal CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili). Il Codice contiene principi e doveri che il professionista deve osservare nell’esercizio della professione a tutela dell’affidamento della collettività, dei clienti e dei terzi, della correttezza dei comportamenti nonché della qualità ed efficacia della prestazione professionale. Le principali novità del nuovo Codice deontologico

  • Le disposizioni del codice si applicheranno anche alle società professionali in quanto compatibili (artt. 1 e 3);
  • Sono stati aggiornati i riferimenti ai soggetti deputati all’esercizio dell’azione disciplinare (consigli di disciplina)
  • E’ stato espressamente previsto l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 14)
  • Nei rapporti con i colleghi sono stati meglio precisati alcuni comportamenti diretti a rendere effettivo il dovere di colleganza (art. 15)
  • E’ espressamente prevista la facoltà di concordare con il cliente, in caso di suo recesso, possibilità di un indennizzo del professionista (art. 20)
  • E’ stata precisata la condotta del professionista in caso di rinunzia all’incarico professionale laddove il cliente si renda irreperibile (art. 23)
  • E’ stato espressamente previsto che la misura del compenso deve essere concordata per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale con preventivo di massima comprensivo di spese, oneri e contributi conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 25)
  • Nell’ambito dell’assunzione di incarichi istituzionali vengono introdotti obblighi informativi diretti a rafforzare la trasparenza della loro attribuzione e viene espressamente fatto divieto di utilizzare alcun incarico istituzionale per fini pubblicitari o per sollecitare l’affidamento di incarichi professionali (art. 28).
  • E’ espressamente previsto in capo all’iscritto un dovere di collaborazione con gli organismi di categoria, anche tramite la tempestiva, esauriente e veritiera risposta a specifiche richieste poste da questi nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali (art. 29)
  • Rafforzate le misure di contrasto del fenomeno di esercizio abusivo della professione (art. 42)
  • Nell’ambito delle norme sulla pubblicità, sono state introdotte specifiche disposizioni in merito all’utilizzo del titolo accademico; è stato altresì specificato il divieto di inserire riferimenti commerciali o pubblicitari nei siti web degli iscritti (art. 44)

Nuovo codice deontologico per i dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

Teramo, 23 Febbraio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Canone Rai. Indicazioni e chiarimenti.

fisco-2015-10-canone-rai-bolletta-bigCanone Rai: pagamento in bolletta

Come ormai tutti sanno a partire dal 2016 il canone Rai – il cui importo è stato fissato a 100 €uro – verrà addebitato a rate con la bolletta della luce. Per l’anno 2016 la prima rata sarà addebitata a Luglio ed ammonterà a 60 €uro corrispondente ai bimestri gennaio-febbraio, marzo-aprile, maggio-giugno; le restanti quattro rate verranno addebitate nelle bollette relative ai bimestri luglio-agosto e settembre-ottobre.

In sostanza il Fisco presume che il soggetto che risulti titolare di un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui ha la sua residenza anagrafica, sia anche detentore di un apparecchio televisivo. Qualora ciò non fosse vero lo stesso soggetto può disdire il canone Rai presentando un’apposita autocertificazione  all’Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1.

Canone Rai e seconde case

Qualora uno stesso soggetto risulti proprietario di più immobili e intestatario di altrettante utenze elettriche, il canone Rai è dovuto in bolletta una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Ciò vuol dire che se il proprietario di un secondo immobile, concesso ad esempio in affitto o in comodato o semplicemente detenuto come casa vacanza, dovesse ricevere l’addebito di un secondo canone Rai, potrebbe chiederne l’annullamento attraverso una semplice comunicazione da inoltrare all’Agenzia delle Entrate e alla compagnia elettrica.

Non altrettanto potrebbero fare invece i coniugi con residenza diversa (entrambi sono soggetti al pagamento del canone) o quei figli che ad esempio per motivi di studio sono costretti a spostarsi in un’altra città e a cambiare la propria residenza.

Come disdire il canone rai legalmente

Pur in presenza di un regolare contratto di fornitura di energia elettrica è possibile disdire legalmente il canone Rai qualora ci si trovi in una di queste situazioni:

– non possediamo alcun televisore presso l’abitazione di residenza. Nel caso specifico per essere esentati dal pagamento occorre inviare all’Agenzia delle Entrate di Torino un modello di autocertificazione di non possesso del televisore. E’ bene tenere presente che in caso di false dichiarazioni ci si espone a responsabilità penali. Il modulo va inviato con raccomandata con avviso di ricevimento. La dichiarazione ha validità un anno;

– abbiamo regalato o venduto ad altri il nostro televisore. In questo caso occorre dare esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore attraverso la compilazione di un apposito modello di dichiarazione;

– abbiamo subito il furto del televisore o semplicemente abbiamo deciso di rottamarlo. In questo caso per poter disdire il canone Rai occorre non solo compilare un modulo di disdetta del canone Rai, ma anche fornire adeguata documentazione. In particolare se è stato portato in discarica è bene allegare la ricevuta di rottamazione; in caso di furto, invece, la denuncia effettuata presso le Autorità di Pubblica Sicurezza. Anche questo modulo come gli altri va spedito in busta chiusa mediante raccomandata A.R., all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio territoriale di Torino 1 – S.A.T. Sportello Abbonamento TV Casella postale 22 – 10121 Torino (To);

– siamo ultra 75enni con un reddito familiare pari o inferiore a 8.000 €uro. In questo caso dobbiamo compilare una dichiarazione sostitutiva per esonero canone Rai e spedirla con raccomandata A.R. all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio territoriale di Torino 1 – S.A.T. Sportello Abbonamento TV Casella postale 22 – 10121 Torino (TO);

Tutti coloro che, invece, avevano disdetto l’abbonamento Rai a seguito di suggellamento del televisore, probabilmente quest’anno riceveranno l’addebito in bolletta. Infatti a partire dal 2016 non è più possibile disdire il canone RAI attraverso la richiesta di suggellamento. In passato le autorità provvedevano su richiesta a “suggellare” fisicamente l’apparecchio in un sacco di iuta; progressivamente questa procedura è stata abbandonata e il suggellamento si è trasformato più che altro in un impegno dell’utente a non utilizzare l’apparecchio televisivo.

Come disdire il canone RAI per decesso

In caso di morte del titolare, l’erede già abbonato può disdire il canone RAI intestato al defunto semplicemente comunicando all’Agenzia delle Entrate la data e il luogo del decesso secondo una specifica disdetta.  Si consiglia all’erede di riportare sulla lettera anche il numero del proprio abbonamento tv, oltre naturalmente a quello della persona deceduta. Una volta compilato e firmato dall’erede, il modulo va trasmesso in busta chiusa mediante raccomandata A.R., all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio territoriale di Torino 1 – S.A.T. Sportello Abbonamento TV Casella postale 22 – 10121 Torino (To).

Come disdire il canone Rai per trasferimento casa di riposo

Qualora l’intestatario dell’abbonamento Rai si trasferisca presso una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), è possibile disdire il canone Rai inoltrando all’Agenzia delle Entrate Sportello Abbonamento TV un apposito modulo nel quale occorre indicare i dati della casa di riposo e la data di inizio degenza presso la stessa. Potrebbe risultare utile allegare una dichiarazione a firma della direzione dell’RSA, con cui si certifica che a partire da una certa data la persona interessata ha di fatto la residenza in quella struttura.

Come disdire canone Rai per trasferimento all’estero

Se per lavoro o per altri motivi siamo costretti a trasferirci all’estero, possiamo disdire il canone Rai comunicando all’Agenzia delle Entrate sia la data che il paese di trasferimento, a condizione però di non avere più la residenza in Italia, utilizzando un apposito modulo. E’ preferibile allegare una copia di un documento valido di identità.

Canone Rai: uffici ed esercizi commerciali

C’è da dire che la riforma del canone Rai riguarda soltanto le famiglie intestatarie di un’utenza elettrica nell’immobile in cui risultano residenti. Dunque per gli uffici e gli esercizi commerciali muniti di tv (bar, ristoranti, alberghi, pub, ecc.) tutto resta come prima, ossia continueranno a pagare il canone speciale Rai attraverso il tradizionale bollettino postale. Naturalmente il canone non è dovuto per il possesso di personal computer o altri dispositivi (pc, notebook, tablet, ecc.) e utilizzati unicamente a scopi lavorativi.

Anche in questo caso non è più consentito disdire il canone Rai per suggellamento degli apparecchi.

Canone Rai sanzioni

In caso di mancato versamento del canone Rai, il Fisco provvederà ad applicare una sanzione che va da due a sei volte l’importo evaso, oltre agli interessi e al pagamento del canone stesso. Se la sanzione non viene pagata, l’importo viene iscritto a ruolo e la riscossione viene affidata ad Equitalia. E’ opportuno sottolineare che con riferimento al canone Rai la prescrizione per gli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate è di 10 anni.

Dichiarazione sostitutiva per esonero canone RAI (75 anni)

Modulo autocertificazione di non possesso del televisore

Modulo di comunicazione variazione di residenza abbonamento RAI

Modulo disdetta abbonamento Rai

Modulo disdetta canone Rai per trasferimenti in RSA

Modulo disdetta canone Rai per trasferimento all’estero

Teramo, 03 Febbraio 2016 Avv. Annamaria Tanzi

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Strada dissestata ma nessun risarcimento dal Comune

Buca stradaleNel caso specifico di danno da insidia stradale, la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo occulto permette di escludere la configurabilità dell’insidia e della conseguente responsabilità dell’Ente Pubblico per difetto di manutenzione della strada pubblica.

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza 30 marzo 2015, n. 6425

Teramo, 01 Aprile 2015 Avv. Annamaria Tanzi

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INPS. ASpI: sospensione e decadenza. Chiarimenti

inps-1Con Messaggio n. 2028 del 19 marzo 2015, l’INPS fornisce alcuni chiarimenti sulle indennità in ambito ASpI in ipotesi di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato e in ipotesi di cessazione da rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale.

  1. Effetti sulle indennità in ambito ASpI nelle ipotesi di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato:

– trova applicazione l’istituto della sospensione della prestazione ASpI nell’ipotesi in cui un assicurato, in corso di fruizione della indennità ASpI, si rioccupi con rapporto di lavoro subordinato per un periodo pari o inferiore a sei mesi e il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione;

– decade dalla prestazione l’assicurato, in corso di fruizione della indennità ASpI, che sia rioccupato con rapporto di lavoro subordinato per un periodo superiore a sei mesi e il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione;

– continua a percepire l’indennità di disoccupazione ASpI in corso di fruizione l’assicurato, in corso di fruizione della indennità ASpI, che sia rioccupato con rapporto di lavoro subordinato per un periodo inferiore, pari o superiore a sei mesi o con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ma il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione.

Tali indicazioni, fornite nelle diverse fattispecie ipotizzate, trovano applicazione anche in relazione alla indennità di disoccupazione miniASpI, la cui sospensione è ammessa però, per un periodo massimo di cinque giorni.

  1. Effetti sulle indennità in ambito ASpI nelle ipotesi di cessazione da rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale

– Nell’ipotesi in cui un assicurato sia titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale e cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa, lo stesso lavoratore se dal rapporto ancora in essere percepisce un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ricorrendo tutti gli altri requisiti, potrà presentare domanda di indennità di disoccupazione ASpI o miniASpI e percepire la prestazione cumulandola con il reddito da lavoro dipendente.

Messaggio 19 marzo 2015, n. 2028

Teramo, 27 Marzo 2015 Avv. Annamaria Tanzi

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Aziende. Lavoratori in somministrazione: comunicazione obbligatoria entro il 31 gennaio

SOMMINISTRATIIn materia di lavoro somministrato si rammenta che entro il 31 gennaio 2015 le Aziende che nel corso del 2014 hanno utilizzato lavoratori in somministrazione, dovranno effettuare una comunicazione annuale obbligatoria alle rappresentanze sindacali aziendali.

I dati obbligatoriamente richiesti, e che devono essere inseriti nel modello (allegato 1), sono:

  • il numero dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi;
  • i motivi dell’utilizzo;
  • la durata dei contratti;
  • il numero e la qualifica dei lavoratori

Il periodo di riferimento è l’anno 2014 e la comunicazione non dovrà prevedere il nome dei lavoratori somministrati, ma solo il dato numerico.

L’invio potrà avvenire tramite:

  • consegna a mano,
  • raccomandata con ricevuta di ritorno
  • posta elettronica certificata (PEC).

Si ricorda che dal 21 marzo 2014 (Decreto Legge n. 34/2014) non è più obbligatorio prevedere una motivazione per l’utilizzo di lavoratori in somministrazione a tempo determinato.

La comunicazione annuale non è l’unica comunicazione obbligatoria prevista dalla normativa in materia di lavoro somministrato. Infatti, l’azienda utilizzatrice di lavoratori somministrati dovrà comunicare, alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, anche il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro prima della stipula del contratto di somministrazione stesso (allegato 2). Soltanto ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità nello stipulare il contratto, l’utilizzatore potrà fornire le predette comunicazioni entro i cinque giorni successivi alla stipula del contratto di somministrazione (allegato 3). È appena il caso di sottolineare che il contratto di somministrazione di cui si parla è il contratto commerciale stipulato con l’agenzia di somministrazione. Da ultimo si rammenta che la norma prevede, in caso di mancato o non corretto assolvimento dell’obbligo comunicativo, una sanzione amministrativa pecuniaria da €uro 250,00= ad €uro 1.250,00=.

Comunicazione Annuale Lavoratori somministrati

Comunicazione Preventiva Lavoratori somministrati

Comunicazione Successiva Lavoratori somministrati

Teramo, 23 Gennaio 2015 Avv. Annamaria Tanzi

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