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Licenziamento disciplinare: diritto di difesa e consultazione dei documenti aziendali

Con Sentenza n. 15966 del 27 giugno 2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, nell’ambito di un procedimento disciplinare, la richiesta del lavoratore di potersi avvalere, in sede di contraddittorio, della possibilità di visionare la documentazione aziendale inerente l’addebito, non trova un proprio fondamento nella declaratoria dell’art. 7 della legge n. 300/1970 “ferma restando la possibilità di ottenere, nel corso del giudizio ordinario di impugnazione del licenziamento irrogato all’esito del procedimento suddetto, l’ordine di esibizione della documentazione stessa“. La richiesta di consultazione della documentazione può fondarsi “sui principi di correttezza e buona fede” e si giustifica soltanto se il mancato accesso alla documentazione limiti, in modo considerevole, l’esplicazione dell’attività difensiva.

Cassazione civile, sez. lav., 27.06.2017, n. 15966

San Nicolò a Tordino, 03 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

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Estinzione e risoluzione del rapporto di lavoro: licenziamento disciplinare

È illegittimo il licenziamento di un addetto alla sala bingo sorpreso a lavorare per un’impresa concorrente con sede in un’altra
provincia, non sussistendo nella fattispecie una violazione dell’obbligo di fedeltà. Perché possa ritenersi integrata una violazione del divieto di concorrenza, infatti, deve essere dimostrata la trattazione di affari per conto proprio o di terzi. Nel caso in esame, manca la prova dello svolgimento da parte del lavoratore di un’attività complessa riconducibile al concetto di trattazione di
affari e anche una compiuta allegazione del carattere concorrenziale di attività svolte in realtà territoriali distanti, nonché del disvalore sotto il profilo della fedeltà di una frequentazione limitata ad una giornata di riposo legittimamente goduta dal lavoratore.

Cassazione Civile, Sez. lavoro, 19.04.2011, n. 8969

Teramo, 03 Maggio 2011 Avv. Annamaria Tanzi

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Licenziamento disciplinare: illegittimità per sproporzione della sanzione

 È illegittimo il licenziamento dell’impiegato che lascia il proprio posto anticipando di pochi minuti il termine dell’orario di lavoro se ha comunque svolto tutte le operazioni affidategli nel corso del turno (nel caso di specie, erano state introdotte nuove procedure per la rilevazione della presenza dei lavoratori e le relative disposizioni aziendali venivano di fatto disattese, in fase di rodaggio, da alcuni dipendenti, che, per ragioni comunque non riconducibili all’intento di evitare il controllo sull’osservanza dell’orario, indicavano all’inizio del turno, nel foglio presenze, anche l’orario di uscita, lasciando comunque il foglio a disposizione dell’azienda per eventuali controlli. La Corte ha ritenuto che, in tali circostanze, si era certamente in presenza di una mancanza disciplinare da parte del lavoratore, ma tale mancanza non meritava di essere sanzionata con il licenziamento, soprattutto in assenza di un consapevole intento elusivo del controllo, risultando sufficiente sanzionare il dipendente con cinque giorni di sospensione).

Cassazione Civile, Sez. Lavoro, 01.03.2011, n. 5019

Teramo, 06 Marzo 2011  Avv. Annamaria Tanzi

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