Archivi categoria: Divorzio

Tribunale di Milano: non rileva il tenore di vita per determinare il diritto all’assegno divorzile

Con la Sentenza 17 maggio – 5 giugno 2017, la Sez. IX Civile del Tribunale di Milano ha condiviso il recente orientamento della Cassazione che considera non più attuale né applicabile al nuovo contesto sociale e legislativo, il parametro del “tenore di vita” per individuare il diritto dell’ex coniuge richiedente l’assegno divorzile. Secondo la Suprema Corte, infatti, stante l’univoca funzione esclusivamente assistenziale dell’assegno divorzile, non deve più essere tutelato l’interesse dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale, in un’ottica di riequilibrio delle condizioni economiche degli ex coniugi per tanto tempo ritenute sbilanciate a sfavore della donna, piuttosto l’interesse al raggiungimento dell’indipendenza economica, prestando attenzione alle condizioni del creditore e non a quelle dell’obbligato.
Deve, pertanto, considerarsi nuovo parametro al quale rapportare, nella prima fase dell’an debeatur, l’adeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge richiedente l’assegno di divorzio e la possibilità o meno per ragioni oggettive dello stesso di procurarseli, l’indipendenza economica. Soltanto nella successiva fase del quantum debeatur sarà legittimo procedere ad un giudizio comparativo tra le rispettive posizioni personali ed economico-patrimoniali degli ex coniugi, secondo specifici criteri dettati dall’art. 5, comma 6, l. n. 898/1970.

Tribunale di Milano, sez. IX Civile, sentenza 17 maggio – 5 giugno 2017,

San Nicolò a Tordino, 07 Luglio 2017 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio

Matrimonio internazionale: Il Tribunale di Parma, in applicazione del Regolamento UE n. 1259/2010, ha disposto il divorzio, senza previa separazione, di una coppia di nazionalità diverse. Nel caso di specie, i giudici hanno infatti applicato la normativa spagnola, che stabilisce la possibilità di richiesta immediata di divorzio.

divorzio-leggeIl Tribunale di Parma, in applicazione del Regolamento UE n. 1259/2010, ha disposto il divorzio, senza previa separazione, di una coppia di nazionalità diverse. Nel caso di specie, i giudici hanno infatti applicato la normativa spagnola, che stabilisce la possibilità di richiesta immediata di divorzio. L’art. 5 del Regolamento UE n. 1259/2010 stabilisce, infatti, che i coniugi possono, di comune accordo, scegliere la legge applicabile tra tre soluzioni: la legge dello Stato della residenza abituale dei coniugi al momento della conclusione dell’accordo, la legge dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora al momento della conclusione dell’accordo, la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dell’accordo. Ed è proprio quest’ultimo caso quello scelto dalla coppia nel caso in esame: viene applicata, quindi, la legge civile della Spagna, di cui la donna ha la cittadinanza. La normativa spagnola prevede che i coniugi possano chiedere direttamente il divorzio, senza necessità di una previa separazione, una volta decorsi tre mesi dalla data di celebrazione del matrimonio, indipendentemente dai motivi alla base della domanda.

Tribunale di Parma, sez. Civile, sentenza n. 599 del 2014

Teramo, 04 Luglio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio, Giurisprudenza di Merito, Separazione personale dei coniugi

Assegno di mantenimento: il marito è tenuto a corrispondere all’ex moglie, economicamente svantaggiata, una integrazione dell’assegno divorzile, qualora la sproporzione economica tra gli ex coniugi sia evidente

assegno-divorzioNel caso in cui ci sia sproporzione reddituale tra i coniugi, l’assegno divorzile da corrispondere al coniuge più debole deve essere integrato in modo tale da limitare la notevole sproporzione tra i redditi. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 7982 del 4 aprile 2014.

Corte di Cassazione, sez. I, 04 aprile 2014, n. 7982

Teramo, 15 Aprile 2014 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio

La convivenza more uxorio del coniuge destinatario dell’assegno, se ha dato vita ad una vera e propria famiglia di fatto, può rendere inoperante o comunque può produrre una sospensione dell’assegno divorzile

Convivevnza more uxorioLa convivenza more uxorio del coniuge destinatario dell’assegno, stabile e duratura, tale da aver dato vita ad una vera e propria famiglia di fatto, eventualmente caratterizzata, come nel caso di specie, dalla nascita di figli, può rendere inoperante o comunque sospendere l’assegno divorzile.

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza 26 febbraio 2014, n. 4539

Teramo, 28 Febbraio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio

La determinazione dell’assegno divorzile è indipendente dalle statuizioni patrimoniali operanti in vigenza di separazione dei coniugi

assegno-divorzioLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2948 del 10 febbraio 2014, chiarisce che la determinazione dell’assegno divorzile, alla stregua dell’art. 5, legge n. 898/70, così come modificato dalla legge n. 74/87, è indipendente dalle statuizioni patrimoniali operanti in vigenza di separazione dei coniugi. Conseguentemente, anche se negli accordi di separazione è stato pattuito che nessun assegno venga versato dal marito per il mantenimento della moglie, è comunque il giudice a dover procedere alla verifica del rapporto delle attuali condizioni economiche delle parti con il pregresso stile di vita coniugale e decidere poi sull’eventuale diniego dell’assegno divorzile.

Corte di Cassazione, sez. I Civile, 10 febbraio 2014, n. 2948

Teramo, 11 Febbraio 2014 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio

Il decreto di modifica degli accordi di separazione o di divorzio è immediatamente esecutivo

separazione e divorzioLe Sezioni Unite hanno risolto in tal senso un contrasto giurisprudenziale elaborando una nuova tesi che, superando le precedenti, afferma l’immediata esecutività della sentenza di primo grado e del provvedimento di revisione degli accordi sia di separazione che di divorzio (v. art. 4, L. n. 74/87 così come novellato dalla L. n. 80/05).

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, 26 aprile 2013, n. 10064

Teramo, 17 Maggio 2013 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1 Commento

Archiviato in Divorzio, Separazione personale dei coniugi

Il diritto del coniuge divorziato alla pensione di reversibilità o ad una quota di essa presuppone che il richiedente, al momento della morte dell’ex coniuge, sia titolare di un assegno di divorzio giudizialmente riconosciuto.

PensioneIl diritto del coniuge divorziato alla pensione di reversibilità, o a una quota di essa in caso di concorso con il coniuge superstite, presuppone che il richiedente, al momento della morte dell’ex coniugo, sia titolare di un assegno di divorzio giudizialmente riconosciuto ai sensi dell’art. 5 della legge predetta, non essendo sufficiente che egli versi nelle condizioni per ottenerlo, e neppure che in via di fatto, o per effetto di private convenzioni intercorse fra le parti, abbia ricevuto regolari elargizioni economiche dall’ex coniugo.

Corte di Cassazione, sez. I, 22 aprile 2013, n. 9660

Teramo, 26 Aprile 2013 Avv. Annamaria Tanzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Archiviato in Divorzio